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Visualizzazione dei post con l'etichetta cultura della relazione

Martin Buber: Che significa accettare l'altro così come è?

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Alessio Boni e Alessandro Haber  protagonisti della commedia "Il Visitatore" di Eric Emmanuel Schmitt Direi che ogni vera relazione esistenziale fra due persone inizi con l' accettazione . Per accettazione, intendo...la capacità di dire, o piuttosto di non dire, ma solo per farlo sentire all'altra persona, che io l'accetto così com'è. Ti accolgo così come sei. Beh, così, ma non è ancora ciò che io intendo dire con l'idea di confermare  l'altro, perché l'accettazione significa semplicemente accettare l'altro per com'è in quel momento, nella sua realtà attuale. Confermare significa prima di tutto accettare tutte le potenzialità dell'altro e fare persino una distinzione decisiva nelle sue potenzialità, e naturalmente ci possiamo sbagliare più volte in questo processo, ma si tratta semplicemente di una opportunità fra esseri umani. Posso più o meno riconoscere il lui la persona che è stata  creata  per diventare. Nella sempl...

NIDIA RODRIGUEZ: QUANDO TRA NOI NON C'E' ACCORDO

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 Quando tra noi con c'è accordo, come dialogare?  Dare fiducia all'altro perché si possa aprire, dargli spazio mettendolo in rilievo affinché senta l'amore...Se ci sono difficoltà, prendere l'iniziativa anche quando non lo si vorrebbe fare...C'è bisogno di costanza e continuità: è necessario che l'altro senta il nostro amore, un amore personale. Non voler mai imporre, ma saper ascoltare senza pregiudizio. Se sentiamo la difficoltà, occorre conoscersi sempre più per avere un linguaggio adeguato...Non essere d'accordo non è un motivo per non dialogare. Il percepire i benefici del dialogo ci dà la forza di andare avanti. Nidia Rodriguez Montevideo da Verso una cultura del dialogo, in atti  del convegno Umanesimo dialogo fraternità in C. Lubich 1.3 aprile 2011

Moreno Orazi: La nuova frontiera del dialogo

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La nuova frontiera del dialogo  è il dialogo tra le generazioni, è spendersi attraverso esso  per ricomporre un corpo sociale che  tende  a tener separate  le sue componenti vitali. Questa è la frontiera  del dialogo oggi. Moreno Orazi  

Ottone Novosel: Il dialogo, una sfida sempre aperta

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Croazia. In dialogo per un'iniziativa di Sportmeet Ci siamo resi conto che , nonostante i risultati positivi del dialogo, nei vasti territori della ex Jugoslavia e non solo,   esistono cicatrici profonde nella convivenza, nella collaborazione, specialmente nei rapporti interetnici e umani. Pertanto abbiamo pensato di creare in Croazia una nuova rete informativa, abbinata alle esigenze  del nostro ampio territorio, dove si parlano lingue più o meno simili e mirata ai giovani che maggiormente usano questi nuovi mezzi di comunicazione, per educarci sempre più alla cultura del dialogo...Una rete informativa  non fine a se stessa  ma che promuova anche rapporti diretti per conoscerci di persona. Ottone Novosel (Krizevci, Croazia) da AAVV; Verso una cultura del dialogo, dagli atti del Convegno tenutosi al Centro Mariapoli diu Castelgandolfo  nell'aprile del 2011 promosso dal centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose del Mov. Dei...

Saper accogliere l'altro

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      Nell’IDEA DEL MESE scorso, dicevamo dell’importanza di coloro che hanno imparato dagli insegnamenti dei loro maestri e desiderano continuare il cammino iniziato da loro.  Succede che hanno conosciuto il loro stile, la loro vicinanza concreta nei confronti degli altri, persino di quelle persone giudicate in modo negativo e dai quali occorre mantenere una certa distanza.        Pertanto,  essi sono inviati come loro ´ambasciatori´, in modo da continuare l’opera inconclusa. E una loro caratteristica è, per esempio, l’ospitalitá, con l’apertura del cuore di fronte ad un ospite inatteso.  Anche oggi, soprattutto nelle culture che conservano un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è uno sconosciuto, e gli viene offerto comunque il posto migliore.       Dunque, il discepolo che comincia e si avvia sulla strada del maestro, de...

In Dialogo con Giovanni Paolo II

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Giovanni Paolo II  con Diana Pezza e Antonio Borrelli 100 anni fa la nascita di Giovanni Paolo II. A Capua , il 24  maggio 1992, la Cooperativa Capuanova offriva al Papa una medaglia realizzata da mio marito Antonio Borrelli. Fummo ammessi al saluto che si tramutò in un profondo e cordiale momento di Dialogo. Gli raccontammo che avevamo partecipato al primo Convegno per il Dialogo con Amici di convinzione non religiosa che Chiara Lubich indicava a tutto il Movimento dei Focolari, come via privilegiata per salvare sempre la sua identità. Il Santo Padre volle sapere quanti eravamo, da dove venivano i partecipanti e come avremmo continuato.....mise un Suo autografo ad un libro di Sue poesie che recapitammo a Chiara Lubich. Diana Pezza Borrelli

Alberta Levi Temin: La famiglia umana è una sola!

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Alberta Levi Temin  (1919-2016) la cui famiglia fu sterminata ad Auschwitz Oggi nelle scuole italiane ci sono ragazzi  che provendono da varie aree culturali.  Aiutare questi ragazzi a mettersi in una sana relazione tra loro dovrebbe essere  l'obiettivo primario di ogni programma formativo.  L'umanità di domani,  quella che tutti noi sogniamo è un'umanità fatta di uomini  che si riconoscono fratelli indipendentemente dalla religione,  dalla nazione di provenienza  e  dalle idee.  Gli studenti vanno formati al dialogo,  alla pro-socialità, al valore del bene relazionale.  La famiglia umana è una sola. Alberta Levi Temin Pasquale Lubrano Lavadera , Alberta Levi temin: Finché avrò vita parlerò  Edizioni L'isola dei Ragazzi

Ragazzo ebreo aggredito a scuola

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Un giovane ebreo è stato aggredito a Ferrara ed insultato solo perché di religione diversa. Perché questo odio verso chi ha una fede diversa? Perché dovremmo avere tutti la stessa fede. La libertà di scelta è un grande valore. E’ importante rispettare tutti, dialogare con tutti, confrontarci civilmente, apparteniamo tutti alla stessa famiglia umana. Come mai sta aumentando questo odio verso gli ebrei nella realtà italiana? Io li sento cittadini italiani come me e lo sono. Come lo sono i cittadini di religione musulmana, i buddisti, gli evangelici, i cittadini che non hanno un riferimento religioso. Devo costruire relazioni sane con tutti. Il bene relazione è alla base di ogni raggruppamento sociale Siamo persone con gli stessi diritti e doveri. Come pure sento di rispettare chi appartiene ad un partito politico diverso dal mio e anche quei cittadini che non sono iscritti a nessun partito. La Costituzione è per me e per loro. Dovrebbe essere reato insultare un ebreo, un mu...

Pietro A. Cavaleri: Entrare in contatto con l'altro

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Acquerello di Paolo Azzoni Ogni lingua, sia parlata che scritta, è resa possibile dall'esistenza di una grammatica, cioè da un insieme di convenzioni e di norme che garantiscono ad essa stabilità e coerenza. Grazie all'esistenza di queste "regole condivise", la lingua diventa uno strumento indispensabile per gli uomini che ne fanno uso e che attraverso di essa si manifestano a vicenda i loro pensieri, i loro sentimenti, le loro emozioni. Si potrebbe ipotizzare che, al pari del linguaggio, anche il "linguaggio relazionale" possieda una sua specifica "grammatica", cioè un insieme di "regole" seguendo le quali sia possibile favorire fra gli esseri umani rapporti più adeguati, più "sani", più evoluti e congruenti.... In realtà più che di "regole" in senso rigidamente normativo o prescrittivo, vorrei soffermare l'attenzione del lettore su specifiche "competenze" e "attitudini", su particolar...

Rutger Bregman: I leader non mi interessano

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Rutger Bregman I leader non mi interessano. I paesi non sono aziende in cui basta un Ceo carismatico a far funzionare tutto. E non penso a una rivoluzione: il XX secolo è stato pieno di sogni sfociati in dittature ideologiche. Una visione utopica dovrebbe essere realizzata lentamente…L’ndividuo cosa dovrebbe fare? Da solo nulla. Ma bisogna ricordare che insieme si può. C’è tanto ottimismo individuale e poco collettivo. Siamo stati educati così. Cambiare questa prospettiva sarebbe un inizio. E dovremmo smettere di fare i moralisti. Di mettere all’indice chi è bloccato dal sistema, dall’ignoranza, dalla povertà. Un mondo migliore non inizia con “te” ma con “noi”. Guardare gli altri con compassione –nel significato latino del termine – è il primo passo. Leaders do not interest me. Countries are not companies in which it is enough to have charismatic CEO to make everything work. And I am not thinking of a revolution: the twentieth century was full of dreams which ended in ideologi...

Federico Fellini: SCONFIGGERE LA SOLITUDINE

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Federico Fellini Il filosofo Emmanuel Mounier ha detto, molto giustamente, che l’esperienza più importante e originaria per aprire a qualsiasi prospettiva sociale è l’esperienza comunitaria tra un uomo e un altro. Intendo dire: per imparare la ricchezza e la possibilità della vita sociale…è innanzitutto importante imparare a stare, semplicemente, anche con un solo altro uomo: credo che questo  sia il tirocinio d’ogni altra società e credo che se non si risolve questa umile ma necessaria partenza, ci troveremo forse domani di fronte a una società esteriormente bene organizzata, e pubblicamente perfetta e senza peccato, nella quale però i rapporti privati, quelli tra uomo e uomo, quelli tra le “persone” rimarrebbero rapporti di vuoto, di indifferenza, di isolamento e di impenetrabilità. Il nostro male, di noi uomini moderni, è la solitudine, e questa incomincia assai in profondo, alle radici dell’essere, e nessuna ubriacatura pubblica, nessuna sinfonia politica può pres...

In ospedale: la persona al centro

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Michel Teboul In ogni rapporto, quando si dà all'altro  tempo, ascolto rispettoso, attenzione sincera, lo si aiuta a trovare in se stesso la forza, la potenza, il positivo che c'è in lui. Allora anche lui cerca di dare il meglio di sé e ognuno ci guadagna.  Concretamente nel mio lavoro di medico cerco di mettere l'uomo o piuttosto la donna ( essendo ginecologo-ostetrico) al centro della mia prassi. Quando nell'ambulatorio ho davanti a me una paziente, cerco di darle tutto il tempo di cui ha bisogno, e durante quel periodo lei sola esiste per me...stabilendo così un vero dialogo con lei, accettando di non rifugiarmi nell'atteggiamento dettato dalle sole mie conoscenze scientifiche, per vivere la sua dimensione onde poterle dare sicurezza. Michel Teboul da Michel Teboul, In Ospedale la persona al centro, Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose del Mov. dei Focolari 2001

Spesso abbiamo difficoltà a capirci

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Andrew Camilleri Ognuno di noi si è chiesto qualche volta come intavolare un autentico rapporto con il vicino di  casa, lo straniero, i figli ... Spesso abbiamo difficoltà a capirci, persino con chi condividiamo gli  stessi ideali e constatiamo con dolore: “Non c’è dialogo, non è possibile. Parliamo, parliamo, ma non  arriviamo mai ad essere d’accordo...”. Nei vocabolari, si definisce ‘dialogo’ il discorso che passa fra due o più individui e permette uno  scambio di sentimenti e di idee. Per me è molto di più! Recentemente, mi è capitato di incrociare  una mendicante lungo una strada dove passo di frequente. Al vederla, affrettavo il passo per evitare  l’imbarazzo di non voler rispondere alle sue richieste, ma un giorno ho deciso di fermarmi. Appena mi sono avvicinato, mi ha chiesto l’ombrello perché stava per piovere. Preso di sorpresa, gliel’ho dato,  anche se non ero sicuro che me lo avrebbe ridato. Alcune ore dopo sono ripassato di lì e gi...

Hannah Arendt: La libertà non equivale all'indipendenza

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Hannah Arendt (1906-1975)  «La libertà non equivale all’indipendenza da tutto e da tutti. Dipendiamo gli uni dagli altri. Eppure gli esseri umani faticano ad accettare l’essere dipendenti. Da chi ci concepisce, da chi ci dà la mano, ci accudisce, ci ascolta, ci sottrae alla solitudine: insomma non riconoscono l’indispensabilità delle relazioni». Hannah Arendt