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Jesùs Moran: Nessuno possiede la verità

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Jesùs Moran Il dialogo autentico ha a che fare con la verità, è sempre un approfondimento della verità, che ha bisogno di essere contemplata. La verità non è relativa, ma relazionale, ognuno mette in comune con gli altri la sua partecipazione alla verità, che è una per tutti. Nella relazione ognuno scopre aspetti nuovi della verità, come se fossero suoi. “Relatività della verità” vuol dire invece che ognuno ha la sua verità. Per i greci – ed io mi inserisco in quella tradizione – la verità è una, quella che è diversa è la partecipazione alla verità, perché nessuno possiede la verità, è lei che ci possiede. Questo vuol dire relazionalità. La grande lotta di Socrate con i sofisti era proprio questa. Lui era convinto che la verità fosse una, il che non vuol dire che fosse uniforme, ma che tutti dovevamo partecipare con la maieutica alla verità. Quindi dobbiamo concepire la differenza come un dono e non come pericolo Jesùs Moran traduzione in inglese Authentic dialogue has

Mariapia Veladiano: La competizione a scuola

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  Mariapia Veladiano La competizione fa malissimo alla salute della scuola, se è quella che comunemente pensiamo, e cioè l'arte coltivata di voler arrivare primi. Uno su mille ce la fa. Vinca il migliore. Sembra cosa giusta ma non lo è. Competere viene dal latino  cum  (con, insieme) e  pètere  (andare verso), ovvero andare insieme verso uno stesso punto. Il contrario della corsa solitaria immaginata dall'enfatizzazione del voto, del premio, dell'eccellenza intesa come una posizione che lascia il mondo ai lati o meglio ancora alle spalle. L'apprendimento è sempre cooperativo e solo una scuola che non rifletta su sé stessa può davvero enfatizzare la competizione e poi nello stesso tempo organizzare corsi di apprendimento cooperativo e peer to peer. Potrebbe essere "solo" una questione etica ma è anche una verità esistenziale, pedagogica e didattica. Andare insieme vuol dire non lasciare indietro, andare più lontano, fare meno fatica o comunque avere  più risors

Umberto Eco: La parola arguta

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  Umberto Eco (1932-2016) «Dovrete imparare a fare con la parola arguta quello che non potete fare con la parola aperta; a muovervi in un mondo, che privilegia l'apparenza, con tutte le sveltezze dell'eloquenza, a esser tessitore di parole di seta. Se gli strali trafiggono il corpo, le parole possono trapassare l'anima». Umberto Eco Umberto Eco, “L’isola del giorno prima”

Michele Mariotti: Un premio non è un punto di arrivo

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Il Direttore di orchestra Michele Mariotti Un riconoscimento, un premio non è un punto di arrivo…Mi dà stimolo per continuare ad approfondire la musica nel modo in cui ho sempre fatto, senza accontentarmi di letture superficiali, ma soprattutto senza corse contro il tempo…Ho sempre pensato che a 30 come a 60 anni bisogna studiare. A me piace farlo di continuo: apro una partitura come un libro, sul tavolo, a letto. E mi rammarico quando non ne ho una con me…Il successo del pubblico è importante, ma bisogna imparare a vivere con equilibrio, senza sentirsi cani o eroi. Far questo lavoro per piacere a tutti è impossibile. Se lo faccio è perché mi fa star bene. Amo provare con i musicisti, è un momento molto democratico. Sociale direi. Tra autorità  e autorevolezza scelgo sempre la seconda. I musicisti mi danno del tu, quasi tutti. Ma questo non mi fa perdere il rispetto. Michele Mariotti  Da La Repubblica 19 marzo 2017

CHIARA LUBICH: Agli uomini del nostro tempo

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Chiara Lubich incontra i Politici europei Chi può pensare una convivenza umana senza i valori della solidarietà, della pace, dell'unità, ma anche dei diritti umani, della giustizia, della libertà e della vita. Essi sono sempre attuali, perciò vanno riproposti agli uomini del nostro tempo, rivitalizzati da nuove motivazioni. Ed è ciò che vogliamo fare tutti insieme. Chiara Lubich Dal messaggio  al Convegno In dialogo per un mondo più unito , con gli amici di convinzioni non religiose,  1997

TITO LABATE: COSA MUOVE IL MIO AGIRE

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  Tito Labate al Convegno "In dialogo per un mondo più unito" Sono un calabrese, trapiantato a Cuneo da 25 anni, lavoro in azienda e come volontario faccio il sindacalista. Diciamo che il mio agire è sempre stato guidato dalla mia coscienza. Quest'ultima frequentemente mi suggerisce se ho operato bene o male. Con la mia coscienza ho un rapporto costante che non si interrompe mai. Con gli amici dei Focolari condivido molti valori e soprattutto quello spirito bellissimo di unità per un mondo migliore che ci spinge ad un dialogo continuo, pur con convinzioni diverse in altri settori della vita, come la religione. Io infatti sono un non credente. Ciò che apprezzo in questi amici è la coerenza. Molti di loro hanno fatto una scelta di vita in perfetta sintonia con i principi ai quali credono. Io invece devo compiere sforzi notevoli per rimanere coerente a quei principi. Dopo che li ho incontrati, molto spesso, oltre a confrontarmi con la mia coscienza per verificare il mi

Un amore che è luce

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    Papa Francesco  lava i piedi a un prossimo Chi di noi, qualunque sia la sua cultura di provenienza, non ha sentito un desiderio di verità? E per possederla, ci avventuriamo per strade impensabili che ci portano verso quella verità: un libro, uno studio, momenti di confronto e dialogo tra idee diverse... Nell'antichità, i saggi guardavano le stelle alla ricerca di quella verità tanto agognata. Ed è questo fatto che ispira la nostra Idea del mese. Si sa che, più di 2000 anni fa, i saggi si misero a seguire una stella alla ricerca di una luce più grande che avrebbe dato loro speranza. Il loro desiderio di verità era così grande che lasciarono tutto e si misero in viaggio senza sapere dove andavano o quale sarebbe stata la loro destinazione. È un invito a ciascuno di noi a fare lo stesso, a lasciare la nostra zona di comfort per aprirci all'accoglienza reciproca, a lasciare tutto per intraprendere insieme un cammino che ci porterà a qualcosa di più grande. E come una