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Perdonare: Sentimento o scelta?

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  Chiara Lubich (1920-2008) cittadina onoraria di Torino Quante volte dobbiamo perdonare? Non si tratta di perdonare una persona che offende continuamente, piuttosto di perdonare ripetutamente nel nostro cuore. Il perdono vero, quello che fa sentire liberi, di solito avviene   per gradi. Non è un sentimento, non è dimenticare: è la scelta saggia che la persona può fare, non solo quando l'offesa viene ripetuta, ma anche ogni volta che ritorna in mente. Per questo occorre perdonare ripetutamente. Chiara Lubich ci ricorda che dobbiamo comportarci in questo modo in famiglia, sul lavoro, a scuola o nella propria comunità. Ha scritto: «Lo sai come spesso si vuole compensare con un atto, con una parola corrispondente, l'offesa subita. Sai come per diversità di carattere, o per nervosismo, o per altre cause, le mancanze di amore sono frequenti fra persone che vivono insieme. Ebbene ricordati che solo un atteggiamento di perdono, sempre rinnovato, può mantenere la pace e l'unit

Jesùs Moràn: Il dialogo nell'arte

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  Jesus Moran Quando si ha la fortuna di incontrare qualche autore vivo, di cui si è letto qualcosa, si ha l'impressione di conoscerlo, perché ci ha trasmesso una parte di sé.  Questa è la grande missione dell'arte: che un artista riesce a dialogare con moltissime persone, con tutti quelli che godono della sua arte.  Io credo che nessun artista faccia dell'arte per se stesso, ma per poter dialogare con qualcuno. Credo che non sarebbe giusto, dal punto di vista concettuale, parlare di dialogo unilaterale, perché questa è proprio una contraddizione. Jesùs Moràn da Dialogo, dolore e..., Passi avanti nel dialogo di Jesus Moran, a cura del Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose del Movimento dei Focolari, Marino 2017

L'unica cosa necessaria

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  L'unica cosa necessaria     Chiara Lubich con amici indiani  Può essere capitato anche a noi di pensare che esista una contrapposizione tra una "vita attiva" e una "vita cosiddetta contemplativa", quasi come due approcci esistenziali alternativi.    Ma non è certo detto che la meditazione, e l'ascolto della voce della coscienza, coltivare l'interiorità, siano più importanti dell’aiuto concreto agli altri. Occorre piuttosto trovare come legare queste due espressioni: vivere verso la propria interiorità e verso il prossimo. Due tendenze che non si contrappongono ma che sono complementari. Resta da capire cosa sia veramente necessario.  A questo proposito, Chiara Lubich ha scritto che la cosa più necessaria nella vita è imparare ad ascoltare la ‘voce interiore’ e mettere in pratica il bene che ci suggerisce, in modo tale da poter operare una trasformazione in noi. Non solo, ma anche di rimanerle fedeli, tenendola nel nostro cuore perché plasmi

Frank Capra: Il mio credo

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  Frank Capra (1897-1991) Per tanto tempo l'argomento "pensa a te stesso"  era stato un articolo di fede del mio credo. Ma, da quando sono stato costretto, dalle circostanze della vita, ad accettare il fatto che, preoccuparsi solo di se stesso era ben poca cosa rispetto al valore di servire l'uomo, ho iniziato a prendere a cuore anche i sogni degli altri. Frank Capra da  Frank Capra, Il nome sopra il titolo, MInimum Fax 2022

Margaret Mead e il primo segno di civiltà

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Margaret Mead (1901. 1978) “Uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale riteneva fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così. Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca. Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi. Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere c

ANNA MARIA ORTESE: Come sopravvive un paese

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  Anna Maria Ortese (2014-1998)   «Un paese, come non deve mancare di corsi d’acqua, di sorgenti, di nuvole, deve avere cura, o consentire la crescita, di anime, coscienze, grazia, linguaggi puri, ombre azzurre, altissime: o perirà. Si asciugherà il suolo, se mancano acque e foreste; si perderà la nazione, se mancano anime e coscienze. Se non sarà legittima qualsiasi forma di profondità e di coscienza, il paese più forte perirà. È stata questa la mia massima esperienza»."   Anna Maria Ortese da Anna Maria Ortese, Corpo Celeste, Adelphi 1997

Massimo Toschi: Guerra e politica

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Massimo Toschi C’è un cinismo della politica, che mette al primo posto le proprie strategie rispetto alla vita delle persone. Questo vale per Hamas, che costruisce le sue caserme là dove ci sono le abitazioni civili, e che lancia i missili kassam per scatenare la reazione di Israele a protezione del suo popolo. Questo vale per Israele, che dopo aver sfiorato l’accordo con Abu Mazen, si è di nuovo rifugiata nella sindrome del Libano…L’azione militare su Gaza è segno di una grande impotenza, non di una grande politica. Quando ci si affida a raid aerei devastanti, non si guadagna nulla in termini politici, ma si semina quell’odio, che poi ha bisogno di generazioni per essere superato. Ho conosciuto i bambini di Gaza. Quelli malati, che ho visitato nei loro ospedali. Non so dove sono in queste ore. Forse qualcuno è stato ucciso, forse qualcuno è stato ferito, forse qualcuno ha la casa distrutta. Ma tutti, tutti mi hanno sempre chiesto la salute, la pace, la scuola, la vita felice con le