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Martin Luther King:

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Martin Luther King   Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo. Martin Luther King

Maria Montessori: Il gioco per il bambino

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  Maria Montessori Altra intuizione di Maria Montessori è che i bambini sono dei grandi lavoratori. Non giocano, imparano. Sono nati per questo, per fare quello che nelle sue conferenze - usando un'espressione dell'alchimia - lei chiamerà il "grande lavoro".  Per questo, dopo essersi concentrati per ore sul materiale didattico, come isolati dal mondo, alzano verso di lei i visini sereni. Invece di essere stanchi , sono pieni di energia. Invece di aver voglia di muoversi e correre, sembrano pacificati. Hanno fatto quello per cui sono al mondo, hanno raggiunto lo scopo della loro esistenza. Se li si lascia lavorare a questo modo, diventano bambini diversi, trasformati dall'interno. E' quello che negli anni a venire Maria Montessori chiamerà "normalizzazione", un fenomeno che lei non esista a definire una seconda nascita. I bambini, messi in un ambiente adatto e posti davanti al materiale giusto, in poco tempo smettono di essere agitati e rumorosi e

Mettere in gioco la vita

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Una scena del film su Don Ciotti "Così in terra".    Le culture antiche, segnate dai tempi lenti della vita nomada e pastorale, sembrano lontane dalle nostre esigenze quotidiane di efficienza e competitivit à .  Tuttavia anche noi sentiamo a volte la necessit à di una pausa, di un luogo di riposo, dell’incontro con qualcuno che ci accolga cosí come siamo.     Abbiamo bisogno di un altro (o di altri), che sia disposto a proteggerci e offrirci rifugio; non solo, che sia capace di giocarsi per ognuno di noi. Un leader, un maestro, un vero pastore, che ci guidi non soltanto verso la verit à e venga da noi ogni volta che ci perdiamo, ma che ci aiuti nel recuperare la fraternit à fra di noi.  Cosí potremo avere la certezza di essere amati, compresi e perdonati incondizionatamente.     Ogni volta che sperimentiamo, almeno in parte, questa presenza silenziosa ma potente nella nostra vita, si accende nel cuore il desiderio di condividerla, di far crescere la nostra capacit

Loris Malaguzzi: Il bambino ha cento linguaggi

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Loris Malaguzzi (1920-1994) Il bambino ha cento linguaggi Gliene rubano novantanove. Scuola e cultura operano la scissione corpo-testa facendolo pensare senza corpo e operare senza testa mettendo in conflitto il gioco e il lavoro, la realtà e la fantasia la scienza e l'immaginazione il dentro e il fuori.                                    Loris Malaguzzi

Giovedì Santo: Don Tonino Bello e la Chiesa col grembiule

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Giotto: La lavanda dei piedi Nel giovedì santo, insieme alla Cena del Signore, celebriamo l'atto di Gesù, che si alza da tavola, si toglie il mantello (sarebbe la giacca, per noi), si lega alla vita un grembiule, o un asciugamano per i piedi, versa acqua in un catino, lava i piedi dei suoi discepoli e li asciuga. È il lavoro abituale del servo, quando il suo padrone arriva da un viaggio. Il Vangelo di Giovanni  non racconta l'ultima Cena, già raccontata negli altri Vangeli, ma racconta la lavatura dei piedi. Segno che, per Giovanni, questo gesto ha lo stesso valore del donarsi di Gesù nel pane e nel vino, come cibo di vita. Gesù si dona come umile servitore nostro. Pietro si scandalizza, non vorrebbe farsi servire dal Maestro, ma Gesù lo avverte: «Se non ti lasci lavare i piedi non sei con me. Quello che ora non capisci, lo capirai un giorno».  Ora noi cerchiamo di capirlo. Giovanni comincia questo cap. 13 del suo Vangelo così: «Sapendo Gesù che era venuta la sua ora

Elizabeth Enright: A primavera, un mondo rinnovato

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"Primavera" di Luigi Nappa Con l'arrivo della primavera, sembrò che  il mondo che ci circondava si fosse rinnovato e fosse divenuto più vasto. Il bosco diventò più fitto e più profondo; migliaia e migliaia di foglioline nuove nascosero i panorami consueti; l'erba crebbe alta e tenera nei prati, come il pelo sulla schiena di un gatto. Tutto dovette essere esplorato ancora una volta, perché all'improvviso tutto era stato creato di nuovo. Elizabeth Enright Da Elizabeth Enright, Lo sbaglio del quarto piano, Salani

Elizabeth Enright: Finalmente fu Primavera

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Finalmente fu primavera piena e i fiori sbocciarono dappertutto. Il bosco era un tappeto di fiori: c’erano fiori di sanguinaria avvolti nei loro mantelli come principesse indiane; c’erano tuberose, garofani selvatici, roselline di macchia, anemoni che pareva sbocciassero da un piccolo calice peloso, e viole canine. Giù vicino al ruscello, migliaia e migliaia di violette ricoprivano le sponde con le loro foglioline a forma di cuore. Anche gli alberi erano in piena fioritura: fiorivano i meli e i ciliegi, e fiorivano i peri con i loro fiori bianchi come la neve. Erano fioriti anche i due grossi cespugli che crescevano vicino a casa: uno si era ricoperto improvvisamente di un esuberante fioritura di piccoli fiori di colore arancione, e l’altro, in un notte sola, si era trasformato in un cascata di rose….e l’odore che penetrava nelle camere dalle finestre aperte era un odore così nuovo, così misterioso e così invitante, che non era assolutamente possibile rimanere a casa