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Visualizzazione dei post con l'etichetta pace

Lamartine: La guerra è un assassinio di massa

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Alphonse de Lamartine (1790-1869) “La guerra non è altro che un assassinio di massa, e l'assassinio non  è progresso.” Alphonse de Lamartine Alphonse de Lamartine  Discorsi scelti 1836-1850  UTET  1948

"Pace" per Massimiliano Varrese

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L'attore Massimiliano Varrese  “Ho capito che il valore più importante nella vita di un uomo è l’amore e che l’amore è strettamente connesso con la pace, quella pace interiore di cui andiamo continuamente alla ricerca. Se vivo una vera esperienza d’amore con gli altri, sono in pace con me stesso e riesco a stare anche in pace con tutti e a dare il mio contributo per la realizzazione di quel sogno di una umanità nella quale tutti hanno diritto di piena cittadinanza. ” Massimiliano Varrese

CHIARA LUBICH: DISCORSO ALL'ONU

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Chiara Lubich (1920-2008) parla all'ONU    Sentiamo di dover portare il nostro contributo anche qui, in questa “casa” di incontro tra i popoli [1]   per sostenere con un supplemento d’anima gli sforzi che si vanno compiendo per fare dell’ONU uno strumento adeguato alle attese dell’umanità. E’, del resto, ormai parte del “sentire comune” dei protagonisti della vita internazionale la necessità di rileggere il senso della reciprocità… Reciprocità che richiede il superare antiche e nuove logiche di schieramento, stabilendo invece relazioni con tutti come il vero amore esige; che domanda di operare per primo, senza condizioni e attese; che porta a vedere l’altro come un altro se stesso e quindi a pensare in questa linea ogni tipo di iniziativa: disarmo, sviluppo, cooperazione. Una reciprocità in grado di portare ogni protagonista della vita internazionale a vivere l’altro, i suoi bisogni e le sue capacità, non soltanto nelle emergenze, ma a condividerne quotidianamente l’esist...

Massimo Toschi: Guerra e politica

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Massimo Toschi C’è un cinismo della politica, che mette al primo posto le proprie strategie rispetto alla vita delle persone. Questo vale per Hamas, che costruisce le sue caserme là dove ci sono le abitazioni civili, e che lancia i missili kassam per scatenare la reazione di Israele a protezione del suo popolo. Questo vale per Israele, che dopo aver sfiorato l’accordo con Abu Mazen, si è di nuovo rifugiata nella sindrome del Libano…L’azione militare su Gaza è segno di una grande impotenza, non di una grande politica. Quando ci si affida a raid aerei devastanti, non si guadagna nulla in termini politici, ma si semina quell’odio, che poi ha bisogno di generazioni per essere superato. Ho conosciuto i bambini di Gaza. Quelli malati, che ho visitato nei loro ospedali. Non so dove sono in queste ore. Forse qualcuno è stato ucciso, forse qualcuno è stato ferito, forse qualcuno ha la casa distrutta. Ma tutti, tutti mi hanno sempre chiesto la salute, la pace, la scuola, la vita felice con le ...

"L'esempio di Gandhi" di Chiara Lubich

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Mahatma Gandhi  (1869-1948) con la sua famiglia Gandhi ha agito, per dare l'indipendenza alla sua patria, non solo vivendo e diffondendo la "non violenza", ma anche - come lui stesso ha affermato - provocando. Un esempio lo si può cogliere già da quando era nel Sud-Africa, allorché ha voluto bruciare, ed ha invitato altri indù e musulmani a fare altrettanto, il proprio lasciapassare, simbolo della discriminazione che subivano. Fu percosso. Rispose con la non violenza, ma continuò a bruciare i lasciapassare, affermando così che era arrivato un nuovo giorno: quello della rivolta pacifica. Allo stesso modo si comportò poi durante tutta la sua vita in India. Usò e volle fosse usata la non violenza, che gli costò bastonate, sangue, prigione, ed estenuanti digiuni. Ma continuò a far capire, a chi allora governava l'India, che quell'immenso paese era loro, degli indiani, giungendo ad esempio, fino alla rivendicazione ed all'occupazione delle saline giacché, diceva...

HOAI HUONG NGUYEN: L'ASSURDO DELLA GUERRA

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Hoai Huong Nguyen  scrittrice   Sapevano tutti di avere ben poche possibilità di cavarsela, di offrirsi volontari per la morte, di proporsi per essere fatti a pezzi inutilmente; sapevano che i loro nomi si sarebbero perduti nell'oscurità della disfatta: si lanciavano sulla conca senza alcuna illusione: addio al sole, alla brezza luminose, alla loro famiglia, era un biglietto senza ritorno verso la morte. HOAI  HUONG  NGUYEN   HOAI  HUONG  NGUYEN, L'OMBRA DOLCE, GUANDA 2014

Chiara Lubich: In dialogo per la pace

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Chiara Lubich (1920-2008) --> In questi giorni di violenze e di guerre, proponiamo il messaggio che Chiara Lubich inviò, il 28 maggio 2004, al Convegno internazionale “In dialogo per la pace”, promosso dal “Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose” presso il Centro Mariapoli di Castelgandolfo. “Carissimi, eccoci di nuovo al nostro Convegno. A tutti il mio più caloroso benvenuto! E’ passato ormai più di un decennio da quando abbiamo deciso di incontrarci per approfondire la nostra amicizia e per lavorare insieme per la stessa causa: la pace, l’unità. Per molti di voi qui presenti, questi sono stati anni ricchi di scambi fraterni, di azioni comuni di solidarietà, di viva partecipazione alle vicende di ciascuno e a quelle del Movimento dei Focolari. Mi auguro che questo cammino possa essere intrapreso e condiviso anche da chi, per la prima volta, è presente a questo convegno. Sapete, carissimi amici di convinzioni non relig...

Pace tra ebrei e arabi!

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Israeliani e palestinesi insieme, per strada, in nome della pace. In centinaia sono sfilati per le vie di Gerusalemme, sabato sera, sotto lo slogan comune “Ebrei e arabi si rifiutano di essere nemici”. La manifestazione  avviene nel momento di massima tensione a Gerusalemme e nei Territori col moltiplicarsi di attacchi palestinesi contro ebrei. “Siamo qui - dice Uri Weltmann, insegnante di Haifa - per dimostrare che ebrei e arabi, israeliani e palestinesi possono convivere e favorire una nuova politica, una politica di pace, d’indipendenza per entrambi i nostri popoli, piuttosto che ampliare l’occupazione, che è ciò che il governo Netanyahu sta cercando di fare espandendo le colonie.   La marcia ha provocato la protesta di qualche individuo che era contro la manifestazione di unità, ma si è svolta senza incidenti e in un clima pacifico che è durato fino alla fine. Questo avveniva nel 2015. Oggi si ripete lo stesso dramma  e molti ebrei e palestinesi soffrono per quest...

Cristiani e musulmani insieme per la pace

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Aderenti del Movimento dei Focolari e rappresentanti delle Comunità islamiche delle varie regioni d’Italia si sono ritrovati insieme per un convegno all’Augustinianum di Roma. Le due comunità, inoltre, erano presenti in Piazza San Pietro per l’Angelus del Papa per testimoniare che un dialogo tra cristiani e musulmani è possibile. “Andate avanti con coraggio nel vostro percorso di dialogo e di fraternità”. E’ questo l’invito che Papa Francesco, durante l’Angelus, ha rivolto loro Non poche sono state le iniziative, soprattutto dopo i fatti di Parigi. E l’appuntamento di domenica 13 è stato l’occasione per stringere un Patto di prossimità e di collaborazione da estendere a quanti in Italia e altrove vorranno raccoglierlo.   Lo sottolinea Rosalba Poli, coordinatrice del Movimento dei Focolari in Italia: "Vorremmo che  questo convegno fosse una testimonianza di una vita già sperimentata come solidarietà, come aiuto reciproco fra le famiglie, ma  anche come impegno e se...

TITO LABATE: Non c'è pace senza giustizia retributiva...

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Tito Labate Nella Carta Costituzionale italiana vi è scritto all'articolo 36 quanto segue: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità el suo lavoro e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa...".  Credo che questo articolo della Costituzione, al pari di molti altri, non venga sicuramente applicato ed è stato dimenticato anche dalle organizzazioni sindacali, che in certe occasioni sembrano più preoccupate di non disturbare il "manovratore" che di curare gli interessi dei lavoratori.  Se tutto ciò accade in paesi come l'Italia, proviamo ad immaginare le condizioni di vita delle persone che vivono nei cosiddetti paesi in via di sviluppo, Paesi da sempre sfruttati dalle multinazionali globalizzate.  Se facciamo questo sforzo allora possiamo comprendere perché si diffonde il terrorismo e perché non è possibile costruire la pace nel mondo senza ave...

NARTIN LUTHER KING: ANCHE SE IL MONDO ANDRA' IN PEZZI

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  Anche se sapessi che domani il mondo andrà in pezzi, vorrei comunque piantare il mio albero di mele. Martin Luther King

Papa Francesco: Non continuare a fabbricare armi!

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Papa Francesco   Non è questo il tempo in cui continuare a fabbricare e trafficare  armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbero essere usati per  curare le persone e salvare vite. Sia invece il tempo in cui porre  finalmente termine alla lunga guerra che ha insanguinato l’amata  Siria, al conflitto in Yemen e alle tensioni in Iraq, come pure in  Libano. Sia questo il tempo in cui Israeliani e Palestinesi riprendano  il dialogo, per trovare una soluzione stabile e duratura che permetta  ad entrambi di vivere in pace. Cessino le sofferenze della popolazione  che vive nelle regioni orientali dell’Ucraina. Si ponga fine agli a ttacchi terroristici perpetrati contro tante persone innocenti in  diversi Paesi dell’Africa. Papa Francesco Papa Francesco

Roberto Fabbrini: Basta con le armi!

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Guerra in Siria: Un bambino sul cannone Smettete di costruire le armi e investite le vostre energie nella sconfitta del male. Roberto Fabbrini

Irina Bokovo: "Contrastare la propaganda dell'odio"

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  Irina Bokova Riportiamo qui di seguito, sia  nella traduzione italiana che nella versione originale in inglese, la parte centrale del discorso di Irina Bokova, già Direttore Generale dell'UNESCO, in occasione dell'apertura del Forum globale per la gioventù, pace e sicurezza  tenuto ad Amman, il 21 agosto 2015: Il 23 aprile scorso, Sua Altezza Reale ha tenuto un discorso innovativo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in un dibattito organizzato dalla Giordania.  Sono pienamente d’accordo con le sue parole: “Siamo in una gara per investire nei cuori e nelle menti e le capacità dei giovani.” Sì. Questa è una gara. Una gara per educare, coinvolgere, nutrire, includere tutti i giovani uomini e donne. 1,5 miliardi di persone vivono in paesi colpiti da conflitti o fragili - il 40 per cento sono giovani. Solo il 20 per cento dei rifugiati in età di scuola secondaria sono a scuola. Oltre la metà dei bambini che non vanno a scuola oggi vivono in pa...

LUIGI CIOTTI: SIATE ERETICI

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Don Luigi Ciotti alla marcia della pace a Cuneo SIATE ERETICI Vi auguro di essere eretici. Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.  Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della verità. E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.  Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi. Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio,   della gratuità, della responsabilità e dell’impegno. Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri.  Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è. Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa. Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie.  Chi non pensa che la povertà sia una fatalità. Eretico è chi non cede alla ...

Martgherita Hack: Rigettiamo ogni forma di violenza

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  Margherita Hack (1922-2013) Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra... Margherita Hack We try to live in peace, whatever our origin, our faith, the color of our skin, our language and our traditions. We learn to tolerate and appreciate differences. We strongly reject all forms of violence, of overpowering, the worst of which is war...

Chiara Lubich: Un profondo bisogno di pace

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CHiara Lubich e Benjamin Barber 2003 Il profondo bisogno di pace che l'umanità oggi esprime, dice che la fraternità non è solo un valore, non è solo un metodo, ma un paradigma globale di sviluppo politico. Ecco perché un mondo sempre più interdipendente ha bisogno di politici, di intellettuali e di artisti che pongano la fraternità - strumento di unità .  al centro del loro agire e del loro pensare.  Era il sogno di Martin Luther King che la fraternità diventi l'ordine del giorno di un uomo di affari e la parola d'ordine dell'uomo di governo. Chiara Lubich dal Messaggio per la Prima giornata mondiale dell'Interdipendenza promossa dal politologo Benjamin Barber e dall'Associazione Civ-World. Filadelfia 2003

Chiara Lubich: Alla II giornata dell'Interdipendenza

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Chiara Lubich alla II GIORNATA DELL'INTERDIPENDENZA   video Roma:Chiara Lubich alla II giornata dell'Interdipendenza con Walter Veltroni e Andrea Riccardi

Chiara Lubich: Perché ci sia pace e unità nel mondo

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Chiara Lubich (1920-2008)     Cristo, il "Figlio" per eccellenza del Padre, il Fratello di ogni uomo, ha lasciato questa norma per l'umanità: l'amore vicendevole. Egli sapeva che era necessaria perché ci sia pace e unità nel mondo, perché vi si formi una sola famiglia.    Certo, per chiunque si accinga oggi a spostare le montagne dell'odio e della violenza, il compito è immane e pesante. Ma ciò che è impossibile a milioni di uomini isolati e divisi, pare diventi possibile a gente che ha fatto dell'amore scambievole, della comprensione reciproca, il movente essenziale della propria vita. Chiara Lubich

Muhammad Yunus: Premio Nobel per la pace

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Muhammad Yunus Il fondatore del microcredito Muhammad Yumus, l'economista del Bangladesh, è stato insignito nel 2006 del premio Nobel per la Pace e qualcuno l'ha definito il banchiere dei poveri. Yunus ricevendo il premio ha dichiarato: "Così si aiuta il sogno di un mondo senza miseria", e agli organizzatori che gli consegnavano i fondi del premio ha detto: " Voi sostenete il sogno di un mondo libero dalla povertà". Il Dalai Lama ha dichiarato: Un premio incoraggiante a chi difende i diseredati." Nereo Cocchi da Povertà, in Atti del Convegno Coscienza e Povertà, 2007