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TITO LABATE: COSA MUOVE IL MIO AGIRE

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  Tito Labate al Convegno "In dialogo per un mondo più unito" Sono un calabrese, trapiantato a Cuneo da 25 anni, lavoro in azienda e come volontario faccio il sindacalista. Diciamo che il mio agire è sempre stato guidato dalla mia coscienza. Quest'ultima frequentemente mi suggerisce se ho operato bene o male. Con la mia coscienza ho un rapporto costante che non si interrompe mai. Con gli amici dei Focolari condivido molti valori e soprattutto quello spirito bellissimo di unità per un mondo migliore che ci spinge ad un dialogo continuo, pur con convinzioni diverse in altri settori della vita, come la religione. Io infatti sono un non credente. Ciò che apprezzo in questi amici è la coerenza. Molti di loro hanno fatto una scelta di vita in perfetta sintonia con i principi ai quali credono. Io invece devo compiere sforzi notevoli per rimanere coerente a quei principi. Dopo che li ho incontrati, molto spesso, oltre a confrontarmi con la mia coscienza per verificare il mi...

Gibì, tu sei il più...

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di Walter Kostner

Vito Mancuso: Se tra due "a" inserisco una "m".

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Vito Mancuso Essere un filo di un indumento più grande: forse è questo il senso ultimo del mio essere.  Essere me stesso, senza confondere la mia specificità di filo diverso ...da ogni altro, e insieme, però, unirmi ad altri fili, perché un filo ha senso solo se si unisce ad altri fili, come una nota ha senso solo se si unisce ad altre note, come una lettera ha senso solo se si unisce ad altre lettere e così forma parole, e poi frasi, periodi, magari anche racconti, novelle, romanzi, poesie... Essere se stessi, ma anche legati agli altri: come la «a» rimane «a», ma se tra due «a» inserisco una «m» ho trovato la possibilità di dire come mia moglie mi pensa, e ho dato un senso a due «a» che altrimenti, da sole, non l'avrebbero avuto. Essere liberi e indipendenti, ma anche responsabili e in comunione. Io penso sia questo il senso esistenziale, fisico e insieme metafisico, della religione. La religione in quanto religio, legame, legame di me (filo o nota o lettera che sia) co...

Alessio Boni:"Ogni uomo desidera essere accolto, ascoltato"

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Alessio Boni Abbiamo rivolto ad Alessio Boni, protagonista con Alessandro Haber della commedia Il Visitatore, in programmazione nei teatri italiani,  alcune domande sul suo impegno artistico teatrale. Film di successo, fiction ma…si torna sempre al teatro. Necessità, passione o cos’altro? Necessità. Sono nato attore con il teatro. Prima che arrivassero le prime proposte per il cinema o in televisione ho fatto sette anni di teatro, poi è venuta “La meglio Gioventù” e tutto il resto. Qualcuno è portato a pensare che un attore oggi possa scegliere di fare teatro, perché sente di provare forti emozioni e di ricevere applausi dal vivo ogni sera, cosa necessaria al narcisismo della nostra professione…ebbene vi posso garantire che non è sempre e solo questo il motivo. Se vivi la professione di attore con passione avverti che non puoi tagliare questo cordone ombelicale col teatro, hai necessità di quella linfa vitale che  il teatro sa darti e ti permette di capire attravers...