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Visualizzazione dei post con l'etichetta diritti umani

Roberto Benigni, il pifferaio magico

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Roberto Begnigni (foto Ansa.it) Un momento di grande fascino quello che Roberto Benigni ci regalò ha regalato parlandoci,   per due ore di seguito, della Costituzione italiana e non solo. Con amorevole ironia egli ha voluto far precedere il suo intervento da alcune battute sulla politica italiana soffermandosi sul personaggio Berlusconi.  Qualcuno, in verità, non ha gradito questa “prefazione”, dimenticando però che Benigni, da giullare toscano quale egli è, non ha mai   smesso di “scherzare” con intelligenza mordace sulle contraddizioni dell’umanità più varia, a cominciare dai “potenti”. Dal nostro punto di vista, quello scherzare con ironia pungente, su fatti concreti   e discutibili, era una sorta di piano inclinato per predisporci con leggerezza a quanto subito dopo, con forza coinvolgente, e a tratti ancor più icastico ed incisivo ( vedi la metafora del medio evo), è andato dicendo sui principi fondamentali   della Costituzione italiana. Il suo ...

Aprire la porta di casa a chi ha perso tutto

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Donika e Luan Omari Luan: Nelle relazioni tra popoli diversi, la storia ha certamente il suo peso che incide nel presente. Però la storia, o meglio, la storiografia può diventare un fattore regressivo quando viene strumentalizzata per giustificare i soprusi e le ingiustizie. Non è qui il luogo per esprimere le tesi degli albanesi che danno spiegazioni diverse da quelle dei serbi sulla storia del Kosovo, benché sarebbe utile farlo, perché spesso sono poco o mal conosciute. Abbiamo vissuto forti esperienze di solidarietà, noi personalmente e tanti altri, come conseguenza della tragica situazione che si è creata nella nostra terra e che ha provocato dolore e vittime da tutte le parti, ma soprattutto tra la popolazione albanese del Kosovo Donika: Neanche l'immaginazione più acuta poteva prevedere quello che è successo nei Balcani, alla vigilia del terzo millennio! Un grande dolore e un grande stupore. Un popolo intero che ha abbandonato in massa la propria terra, con tutte l...

"La felicità è in noi" di Lamartine

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Alphonse de  Lamartine (1790-1869)  “Mia madre pur soffrendo molto la povertà, disprezzo sempre la ricchezza. Quante volte mi ha detto più tardi, mostrandomi con un gesto i limiti di confini dei nostri giardini e campi di Milly: - E’ molto piccolo, ma sufficiente quando sappiamo proporzionarvi i nostri desideri e le nostre abitudini. La felicità è in noi, e non ne avremo di più estendendo i confini dei nostri prati e delle nostre vigne. La felicità non si misura a canne, come la terra, ma secondo la rassegnazione del cuore… poiché Dio ha voluto che i poveri ne avessero quanto i ricchi.” Lamartine

Martin Luther King: Un appello alla coscienza

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Martin Luther King   Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo. Martin Luther King

Antonio Borrelli: Fare molto di più per i poveri

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Antonio Borrelli e sua moglie Diana Pezza Poiché pratichiamo il non proselitismo e perché ci conosciamo tanto bene, dovremmo cercare di focalizzare il nostro dialogo sulla base di un'apertura verso i problemi del mondo, che partono dal quartiere e arrivano all'inquinamento del pianeta. Io sono contro la guerra, contro le ingiustizie, contro la fame nel mondo. Sono problemi enormi ma li voglio porre come elementi che ci devono far riflettere in questo dialogo per capire se siamo d'accordo su questi fatti. Se siamo d'accordo allora dobbiamo cercare di trovare una strategia per evitarli. Penso alla grandissima responsabilità che noi europei abbiamo, vivendo in un continente abbastanza ricco, dove la vita è agevole, di fare molto di più per altri continenti molto poveri. Antonio Borrelli

Anuradha Koirala: piccola donna dal grande cuore

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Anuradha Koirala L’India premia, con la consegna del PADMA SHRI, Anuradha Koirala per la grande opera umanitaria realizzata nel Nepal. Sono passati 27 anni da quando  Koirala, insegnante, sentì forte la spinta interiore ad occuparsi delle giovani donne della sua terra  a rischio tratta e avviate alla prostituzione. La sua organizzazione dal nome “Casa Materna” ha salvato fino ad oggi 12mile ragazze e impedito a 45mila di essere sfruttate. Il suo nome di "combattimento", perché di un combattimento si tra, anche se non violento, è semplicemente Dijju , ossia "sorella maggiore”. Purtroppo nel Nepal, dice Koirala, continuano ad entrare organizzazioni criminali dedite proprio allo sfruttamento delle giovani donne. Ciò è reso possibile dal fatto che non occorre il visto per l’attraversamento della frontiera e per la grandissima povertà  in cui versa l’intero paese.

Riccardo Muti: Come accogliere gli immigrati

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Riccardo Muti Vivo le tensioni che attraversano il mondo con profonda inquietudine perché vedo che i problemi che quotidianamente ci interrogano non si risolvono o non si vogliono risolvere. Quello che abbiamo di fronte è un mondo multiculturale, lo sappiamo. Le storie drammatiche di chi bussa alla nostra porta impongono accoglienza e braccia aperte. Ritengo poi che sia importante che chi arriva possa intraprendere  un percorso di integrazione non solo economico e sociale, ma anche culturale perché l’ultima cosa che vorrei è che nel nome della multiculturalità si arrivi ad una distruzione della nostra storia millenaria e della nostra identità culturale. Sulla porta di Capua c’erano tre busti, quello di Federico II e quelli dei suoi consiglieri, Taddeo Da Sessa e Pier delle Vigne. Sotto quest’ultimo c’era incisa una frase: “Intrent securi qui quaerunt vivere puri”. Entrino pure con sicurezza, tranquillamente, tutti coloro che intendono vivere onestamente. Penso sia ancora di...

VALERIA DI FILIPPO: RENDERE VISIBILE IL DIALOGO

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Valeria Di Filippo Operatrice cinofila Viviamo in un momento particolare della Storia dell'umanità in cui questioni cruciali si incrociano e si contaminano: la questione ecologica, l'opzione militare come metodo per risolvere i conflitti, le grandi migrazioni,  tanto per citare quelle più eclatanti. Finita l'esperienza delle ideologie che, nel bene e nel male, hanno condizionato lo sviluppo dei popoli nel '900, sembra venuta meno la spinta propulsiva per affrontare le grandi criticità del presente: la giustizia, l'uguaglianza, la libertà. Riteniamo che  l'esperienza del dialogo, per la sua intrinseca natura di apertura, di laicità. di confronto, nel rispetto delle diversità, diventi il luogo privilegiato in cui i credenti di tutte le religioni, le persone di convinzioni diverse, gli uomini e le donne dell'arte e della cultura possano tutti insieme  far nascere in modo organico una realtà operante e visibile in tutto il mondo. Valeria Di Filippo  e gli amici ...

Albert Camus:I Muti

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Strappare quella famiglia povera al destino dei poveri, quello di sparire dalla storia senza lasciare tracce. I Muti. Erano e sono più grandi di me. Robert Camus da Il primo Uomo - Bompiani

ANDREA SEGRE: Creiamo anticorpi culturali

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Andrea Segre Riportiamo alcuni passi di una interessante intervista al regista veneziano Andrea Segre: Il Veneto ha perso l’occasione di essere un incredibile laboratorio di intercultura…Ha prevalso la paura. Hanno vinto ragionamenti così: : “La mia vita sta cambiando,  colpa dell’altro. Non so cosa sarà il futuro. Le mie certezze si sbriciolano, dipende dai nuovi arrivati.” Non accetto l’atteggiamento di certa politica che consapevolmente alimenta dolori e ansie del “popolino”. Dobbiamo tutti abituarci a questi cambiamenti…Siamo ancora in tempo per cambiare…La paura è perdente. E’ fondamentale la società civile attiva, che permette alle comunità  di dotarsi di anticorpi, evitando il pericolo della xenofobia…Non possiamo frenare i processi di immigrazione…Un alleato speciale per creare anticorpi è la  cultura, l’economia da sola non basta: l’economia è interazione non integrazione…La sfida dei prossimi anni sarà quella di ridefinire un welfare globale, nel nome ...

Rinnoviamo la nostra mentalità

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"Cresce la coscienza dell'eminente dignità della persona umana, superiore a tutte le cose e i cui diritti e doveri sono universali e inviolabili. Occorre perciò che sia reso accessibile all'uomo tutto ciò di cui ha bisogno per condurre una vita veramente umana, come il vitto, il vestito, l'abitazione, il diritto a scegliersi liberamente lo stato di vita e a fondare una famiglia, il diritto all'educazione, al lavoro, alla reputazione, al rispetto, alla necessaria informazione, alla possibilità di agire secondo il retto dettato della sua coscienza, alla salvaguardia della vita privata e alla giusta libertà anche in campo religioso ... Per raggiungere tale scopo bisogna lavorare al rinnovamento della mentalità e intraprendere profondi mutamenti della società." (Gaudium et Spes 26)

Erri de Luca: La città di notte

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È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si riconosce, tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile. Erri De Luca dal libro " Il giorno prima della felicità " di Erri De Luca   Feltrinelli

Jeremy Irons: Nessuno vorrebbe lasciare la propria casa

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L'attore Jeremy Irons Sogno un mondo aperto, in cui tutti possano muoversi liberamente; un mondo pulito dove la prima regola sia il rispetto. Vorrei governi che gestiscano l'emergenza come l'immigrazione, che sappiano migliorare  le condizioni di vita  nei paesi di provenienza dei migranti, perché nessuno vorrebbe lasciare la propria casa. Chi lo fa, deve essere aiutato a monte, con più sicurezza e lavoro. Jeremy Irons da Claudia Cotalli, Devo tutto a due donne , Grazia Mondadori

"Tu non l'opprimerai" di Erri De Luca

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“Tu non l’opprimerai” dice cinquanta volte la parola sacra. Dice, continua a dire, perché scritta non basta, tutti gli oppressori hanno una Bibbia in casa. Dev’essere esclamata nella piazza, sotto l’angolo retto della pioggia e del vento che lucida le stelle. Va ribadita in faccia ai cieli chiusi. Il povero è un atleta, la sua specialità è la maratona. Se al ricco d’improvviso succede la caduta nella povertà sprofonda, annaspa, incredulo alla sorte. Anche se professore, laureato, è analfabeta della povertà. Nella rovina degli abbienti il povero indovina l’avvento di una scopa cometa che spazza ogni cent’anni. Lieti i calpestati, disse da un’altura sconosciuta il figlio dell’ Adàm, padre di nessuno e fratello di tutti. Non è avviso per posteri lontani, ma d’imminente urgenza. I tempi da noi invecchiano in fretta e le fortune scadono, la storia è una signora smemorata. Il papa, il re e chi non tiene niente: questi sono i potenti, ma solamente ...

"Lo schiaffo" di Che Guevara

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Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia  lo schiaffo dato a qualunque altro uomo.   Che Guevara

Libertà di pensiero

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Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte  il tuo diritto di dirlo.  Voltaire

"Italiani e Stranieri" di Don Lorenzo Milani

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Don Lotrenzo Milani con un alunno della Scuola di Barbiana SE VOI AVETE IL DIRITTO DI DIVIDERE IL MONDO IN ITALIANI E STRANIERI, ALLORA VI DIRO' CHE IO RECLAMO IL DIRITTO DI DIVIDERE IL MONDO IN DISEREDATI ED OPPRESSI DA UN LATO, PRIVILEGIATI ED OPPRESSORI DALL'ALTRO. GLI UNI SONO LA MIA PATRIA, GLI ALTRI I MIEI STRANIERI. don Lorenzo Milani

"Sogno una Chiesa di frontiera"

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Mons. Raffaele Nogaro ad un corteo Mariapia Bonanate ha incontrato il Vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro, un pastore battagliero sempre dalla parte degli ultimi, di “chi non ha voce”e sulla strada accanto agli immigrati. Riportiamo alcuni passi significativi della lettera   del Vescovo e che ha spinto la scrittrice ad incontrarlo: “L’amore è il vero alfabeto della vita. Ti porta ad accogliere ogni situazione come grazia e aiuta Dio a vincere le dinamiche negative che affliggono gli uomini.” Ai laici dice: “Voi siete i discepoli scelti da Dio per aiutare la Chiesa a rimanere   lontana dal potere e vicina agli ultimi. La morale, l’onestà, la giustizia, la legalità son o cometa fede. Bisogna difendere l’uomo con la stessa sacralità di quando ci s’inginocchia per pregare. Quando fai del male all’uomo, offendi te stesso nella parte più profonda del tuo credo. Non esistono paletti e regole da rispettare per amarlo e non sono quattro mura che possono diven...

"Un lavoro per tutti"

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India: donne che lavorano Tra i diritti e i doveri civili e politici maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro. Ciò è dovuto al fatto che sempre più il lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori non vengono adeguatamente valorizzati, perché lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati. Il lavoro viene così considerato una variabile dipendente dai meccanismi economici e finanziari. A tale proposito ribadisco che la dignità dell'uomo, nonché le ragioni economiche, sociali e politiche, esigono che si continui “a perseguire quale priorità l'obiettivo dell'accesso al lavoro e del suo mantenimento per tutti”. In vista della realizzazione di questo ambizioso obiettivo è precondizione una rinnovata considerazione del lavoro, bastata su principi etici e valori spirituali, che ne irrobustisca la concezione come bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società. A un tale bene corripondo...

"Primavera in Nigeria" di Wole Soynka

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Il premio Nobel per la letteratura 1986, Wole Soynka, è stato nei giorni scorsi in Italia a Pordenone per un festival letterario a lui dedicato. Ha rilasciato molte interviste. Riportiamo, dall’intervista concessa a Francesca Caferri, alcuni suoi pensieri sulla “primavera in Nigeria” sua patria. “Stiamo assistendo ad una primavera africana: tranquilla, non spettacolare e rapida come quella araba, ma una primavera vera, che va avanti da anni e tocca anche la Nigeria: mi riferisco al processo di democratizzazione che sta toccando soprattutto i paesi dell’Africa Sub-Sahariana…Nel mio paese esisteva una doppia realtà: risorse naturali immense che potrebbero portare ricchezza. E una corruzione dilagante che assorbe buona parte dei profitti. Non ci sono investimenti in infrastrutture, in sanità, in educazione. Per questo la gente è esasperata: quello a cui abbiamo assistito è stata una protesta contro la continua marginalizzazione del popolo, contro il potere di pochi. I nigeriani h...