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Visualizzazione dei post con l'etichetta fraternità e pace

CHIARA LUBICH: LA FRATERNITA' UNIVERSALE NON E' UN'IDEA DI OGGI

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  Chiara Lubich  con Walter Veltroni e Andrea Riccardi La fraternità univrsale  non è un 'idea di oggi. Essa  è stata presente nelle menti di spiriti forti "La regola d'oro diceva il mahatma Gandhi - è di essere amici del mondo e considerare "una" la famiglia umana". e a proposito di sé affermava: " La mia missione  non è semplicemente la fratellanza dell'umanità indiana...Ma attraverso l'attuazione della libertà dell'India, spero di attuare  e sviluppare la missione della fratellanza degli uomini." E Martin Luther King: "Ho il sogno che un giorno gli uomini...si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli...e che la fraternità diventerà l'ordine del giorno di un uomo di affari e la parola d'ordine dell'uomo di governo." Su questa linea il Dalai Lama: " Siamo tutti uno. Questo è il messaggio che la razza umana ha grandemente ignorato. Il dimenticare questa verità è l'unica causa...

LA PACE NON SI COSTRUISCE CON LE ARMI NUCLEARI

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  Un momento forte di unità e dipace tra uomini e donne di convinzioni e di religioni  diverse promosso dal Mov. Dei Focolari al Centro la Pace di Benevento La pace non si costruisce con le armi nucleari L’Italia ratifichi il Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari, a 80 anni da Hiroshima. Nel giorno in cui il mondo ricorda con dolore e vergogna il bombardamento atomico di Hiroshima, rilanciamo con forza l’appello al Parlamento e al Governo italiano: si ratifichi il Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) e si prenda una posizione chiara contro la folle corsa al riarmo in atto nel nostro tempo. In un mondo lacerato da guerre, minacce e tensioni internazionali sempre più pericolose, il Trattato entrato in vigore il 22 gennaio 2021, rappresenta una svolta storica nella costruzione di un ordine mondiale fondato non sulla deterrenza della distruzione, ma sulla responsabilità condivisa, sul diritto internazionale e sul primato della vita umana. Papa Fra...

PACEM IN TERRIS: Spetta a tutti lavorare per la Pace

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  La   Pacem in terris,   indirizzata non soltanto ai cattolici  ma “a tutte le persone di buona volontà” fu firmata e resa pubblica l’11 aprile 1963, nel giorno del giovedì santo. In essa papa Giovanni parlava  in modo molto eloquente della “necessità urgente di porre fine  alla corda agli armamenti” e sosteneva  che la pace fra Est e Ovest era possibile nonché indispensabile; le armi nucleari andavano messe al bando e fra i singoli stati si dovevano stipulare accordi capaci di condurre gradualmente alla eliminazione di tutte le altre armi. La chiesa aveva tollerato secoli di guerra, pur adoprandosi per mitigarne le conseguenze  più gravi, ma ora papa Giovanni XXIII dichiarava che gli strumenti bellici avevano raggiunto un tale grado  di perfezione tecnica che “ è irrazionale sostenere che la guerra può essere considerata un mezzo idoneo per riparare alla violazione di un diritto”. Egli non era d’accordo con quanti affermavano che la costruz...

Ciovanni XXIII: Perché sia la Pace

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Lao Tzu: Per esserci pace

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Statua di Lao Tzu Per esserci pace nel mondo, deve esserci pace nelle nazioni Per esserci pace nelle nazioni deve esserci pace nelle città Per esserci pace nelle città, deve esserci pace tra vicini Per esserci pace tra vicini, deve esserci pace in casa Per esserci pace in casa, deve esserci pace nel cuore Lao Tzu

Chiara Lubich: E' Natale un'altra volta!

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  Chiara Lubich (1920-2008)   E’ Natale un’altra volta. Ritorna come un balsamo sulle nostre ferite la festa della vita e della pace, proprio in un momento in cui spirano impetuosi venti di guerra e le nubi del terrorismo incutono ovunque paura. Ma a partire da questo Natale bisogna che la pace torni a trionfare, perché essa è vita, mentre la guerra è morte.    Perché l’umanità continui a vivere, e a vivere meglio, bisogna rimettere in moto la pace non come un’idea accanto alle altre, ma come l’idea fondamentale  della convivenza tra gli uomini, come la legge prima della famiglia umana che, senza di essa, non è più una famiglia … Chiara Lubich   da Città Nuova n. 24, 2003

Il grido della valle del Nilo

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Il Mediterraneo è come se tagliasse il mondo in due. Su di esso galleggiano sia la speranza di uomini che vogliono vedere spuntare il sole dopo le lunghe notti nel mare e sia la paura della gente civile che non li vuole. Il vero male non sono le migrazioni, esse sono la conseguenza di una grave patologia, quella dell’ingiustizia sociale che riguarda il mondo e sono anche la denuncia di un Occidente che nonostante si consideri il fulcro della civiltà in realtà dimostra che sta sfaldandosi. Forse occorrono sognatori, non solo tecnici. “Se un uomo sogna da solo, il sogno resta un sogno, ma quando tanti uomini sognano la stessa cosa il sogno diventa realtà” (Camara). Ci vuole gente nuova che sappia sognare, guardare lontano convinta che il futuro comincia già da adesso. Le multinazionali creano schiavi affamati, denutriti e sempre più agguerriti. Il grido dalla valle del Nilo non si è spento ma continua nelle molte tragedie di genocidi, guerre, disastri ecologici, provo...

Carlos Clarìa: L'amore e la pace

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Carlos Clarià (1940-2009) Quando si parla di amore si può essere fraintesi. Bisogna capire che non si tratta di una parola che esprime soltanto un dolce sentimento. Si parla di una realtà molto forte, esigente. Si parla di un impegno serio, perché costruire  una realtà di dialogo tra persone di convinzioni diverse senza lo sforzo, la fatica, il coraggio, la decisione di essere pronti s pagare di persona...questo sì che è un sogno. Poco tempo fa Chiara Lubich, ricevendo il premio per la pace dell'Unesco a Parigi, tra le altre cose diceva: "Bisogna accettare la sofferenza, come misura dell'amore. Non si fa nulla di buono, di utile, di fecondo al mondo, senza conoscere, senza saper accettare la fatica, la sofferemza...Non è uno scherzo impegnarsi a portare la pace! Occorre coraggio, occorre saper patire." Carlos Clarìa dal Convegno In dialogo per un mondo più unito 1997

Nuovo impegno per la PACE

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La città di Eibar per cinque secoli rifornì l'armata spagnola di armi, in essa fabbricate, per le guerre in tutte le sue colonie. Fino a 60 anni fa era la città più industrializzata  della Spagna con uno sviluppo tale che provocò una urbanizzazione caotica dovuta alle correnti migratorie provenienti da tutta la penisola. Riportiamo un esperienza che continua a dare in terra spagnola i suoi frutti di dialogo e di fraterrnità. Arrivai nel paese basco di Eibar, la prima volta, nel 1979 dal Sud della Spagna grazie a un concoso di lavoro...Incominciai a lavorare come psicologo in un centro pubblico di circa 2000 allievi...Ero cosciente di dove ero arrivato: da poco l'E.T.A. con comando opertivo anche ad Eibar, aveva minacciato di  morte i funzionari statali che si fossero trasferiti per lavoro nel Paese Basco, come nel mio caso. Per "dare la vita per la propria gente" assieme a 6 allievi decidemmo di lanciare una rivista, in alternativa a quella già esistente,...

Guidati dall'amore

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     un momento costruttivo di una lezione all'aperto   Si osserva spesso che alcune persone si attaccano a molteplici leggi e norme che sembrano legarle a ció che tante volte diviene un eccessivo rigore inutile; e d’altra parte ci sono quelli che si sentono ´piú liberi´ nel loro quotidiano.       Su questo punto, Paolo di Tarso dice che non si tratta di “non osservare la legge”, ma piuttosto di attingere alla sua radice ultima e piú stimolante, lasciandosi guidare dall’amore. Infatti, scrive: “Tutta la legge é riassunta pienamente in questo precetto: ´amerai il tuo prossimo come te stesso’ ”.       Nell’amore troviamo la libertá e la responsabilitá: dobbiamo amare tutti, amare per primi, amare l’altro come noi stessi, persino coloro che sentiamo come nemici.   L’amore ci spinge ad essere persone responsabili in famiglia, sul lavoro e in tutti gli ambienti.   Cosí potremo costruire rappor...

Oltre la critica faziosa, i risentimenti e le gelosie

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don Emilio Matarazzo (1928-1978) con i giovani del suo Liceo Come nella vita di famiglia la pace e la prosperità scaturiscono dalla comprensione, dalla concordia e dal sacrificio comune così nella vita di un paese il benessere di tutti nasce dalla collaborazione di ognuno…Tutti devono sentirsi impegnati per migliorare le condizioni di vita del paese. E questo certo non si fa con la critica faziosa e ingiusta, con i risentimenti e le gelosie, bensì con il consiglio sereno e costruttivo, con la rinunzia e il sacrificio personale, in una parola mettendo il bene della comunità al disopra delle posizioni di gruppo o di persona. Don Emilio Matarazzo  (fondatore del Centro la Pace di Benevento)