ACCOGLIERE LA SAPIENZA

 

Xavier Melloni

Accogliere la sapienza1

Se prestiamo attenzione al mondo che ci circonda, ci rendiamo conto che spesso a prevalere è il rumore delle opinioni. Tutti desiderano dire la propria e si moltiplicano gli spazi di dibattito nei quali sembra che tutti sappiano tutto. 

Non sempre però, vi troviamo autentica sapienza; talvolta al contrario, si rischia di favorire la superficialità, l’ignoranza e un progressivo impoverimento culturale.

Di fronte a questo scenario, che cosa merita davvero di essere ascoltato?

Esistono parole e Parole. Che cosa le distingue?

Possiamo chiamare Parole, con la P maiuscola, quelle— scritte o pronunciate — che, una volta accolte, hanno la capacità di trasformarci. 

Sono parole che esprimono sapienza, perché offrono una chiave di lettura dell’esistenza umana, del desiderio di trascendenza e delle relazioni che legano gli esseri umani tra loro e con la natura. Come scrive RabindranathTagore, poeta, filosofo e scrittore indiano: «Le parole arrivano al cuore quando sono uscite dal cuore».

La Parola non appartiene a un’epoca, a un luogo particolare o a una religione. Xavier Melloni, antropologo, teologo e fenomenologo della religione, osserva che per alcuni la Parola è ispirata dallo Spirito Santo, mentre per altri è frutto dell’illuminazione della coscienza. Ma come riconoscere quando ci troviamo di fronte alla Parola? «Possiamo dire che la Parola è ciò che ci rende capaci di aprirci agli altri, di donarci e di sostare nel silenzio, andando oltre noi stessi verso una profondità sempre maggiore. La parola autentica è vitale e genera vita»2

È così che la Parola, intesa in senso ampio, libera dai vincoli ai quali siamo sottoposti; non dipende da interessi nascosti, non è coercitiva, ma diventa idolatria quando cessa di essere sapiente.

Eppure, la Parola non risuona sempre nello stesso modo dentro di noi, anche quando è espressa con le stesse parole. La sua accoglienza è strettamente legata al momento della vita che stiamo attraversando. La superficialità, le preoccupazioni affrontate con autosufficienza o l’indifferenza sono ostacoli che impediscono alla Parola di portare frutto in noi e attraverso di noi, negli altri.

La Parola sapiente diventa un solido punto di riferimento nel cammino dell’essere umano. Talvolta ci offre risposte; talvolta provoca nuove domande; ci permette di guardare le cose da una prospettiva diversa e di aprirci a dimensioni della realtà che prima non riusciamo a percepire; ci rende liberi e ci conduce a fare esperienza di ciò che è veramente essenziale per la nostra esistenza.

 Solo la Parola autentica, la Parola sapiente, può trasformare il nostro modo di pensare e di agire. Accolta e vissuta, ci aiuta a dare maggiore significato alla nostra esistenza, a vivere relazioni più profonde e a costruire insieme una società più umana e fraterna.

1Questa riflessione si ispira all’intervento di Jordi Illa al Convegno Internazionale promosso dal centro del Dialogo con persone di convinzioninon religiose del 2013, intitolato «La Parola».

2Xavier Melloni, Vers un temps de síntesi, Fragmenta Editorial, Barcelona, 2011, p. 55.


A CURA DEL CENTRO DEL DIALOGO CON PERSONE DI CONVINZIONI NON RELIGIOSE DEL MOVIMENTO  DEI FOCOLARI


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