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Visualizzazione dei post con l'etichetta la sfida educativa

Pasquale Lubrano Lavadera: La mia preside alle medie

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La preside Maria Parascandola Monaco Maria Parascandola Monaco è stata la mia Preside della Scuola Media dell'isola di  Procida negli anni 50,  ma h o riscoperto il rapporto con lei nella tarda età quando, già malata, non usciva più e riceveva  in casa sua  gli amici e quegli ex studenti che le si recavano in visita per qualche motivo nostalgico o culturale.  Pur nella limitatezza delle sue funzioni fisiche si manteneva aggiornata su quanto avveniva nell'isola, in Italia e altrove, con lucida introspezione e sapiente visione di un futuro incerto e nebuloso.  I n uno di questi incontri ho potuto comunicarle un episodio non proprio piacevole dovuto ad un docente della seconda media, che di fonte ad  un mio fallace tentativo di superare la cordicella nel salto in alto, espresse il suo giudizio perentorio e negativo, che suonò per me, un ragazzetto di dodici anni, che tentava la scalata della scuola media, come una sonora condanna. A voce alta mi disse: "V...

Pasquale Lubrano Lavadera: Quando i ragazzi salvano la scuola

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  Sono convinto che la Scuola vada cambiata. Nel mio ultimo libro dal titolo "Come una Mongolfiera" IOD Edizioni, ho posto come sottotitolo: "Quando i ragazzi salvano la scuola" per evidenziare proprio il cambiamento. Ho insegnato nelle scuole superiori e nelle medie ed ho chiuso la mia carriera scolastica in due istituti superiori, il primo a Napoli e il secondo nella mia isola di Procida. Esperienze molto diverse ma sempre improntate a una visione  che mi venne consegnata all'inizio, negli anni 70,  quando muovevo i primi passi  e partecipai ad  un convegno sul rapporto educativo a Rocca di Papa. promosso dal Movimento per una Umanità Nuova, del Mov. Dei Focolari. Avevo compreso che prima ancora di insegnare matematica dovevo costruire un rapporto di condivisione, collaborazione e di ricerca comune con gli studenti, e aiutarli a creare fra di loro questa relazione di reciprocità.  Era presente in quel convegno lo psicologo spagnolo Robert Roche ch...

L'importanza di condividere la vita con i giovani

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  Procida: I giovani dell'Istituto Superiore incontrano Pasquale Lubrano Lavadera dopo aver letto il libro col la loro Professoressa Francesca Borgogna il libro "Alberta Levi Temin. Finché avrò vita parlerò"  I giovani con i quali condividiamo la nostra vita sono gli artigiani del domani, coloro che plasmeranno il mondo con le loro giovani mani. dal calendario di Don Bosco

Eraldo Affinati: Scuola senza voti

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Eraldo Affinati nella sua scuola Penny Wirton Senza voti. Senza classi. Senza valutazioni. Come se leggere e scrivere fossero acqua, pane e vibo. La scuola si chiama "Penny Wirton" dal titolo di un racconto di Silvio D'Arzo, il cui protagonista è un orfano che non ha mai conosciuto suo padre.  La scuola insegna gratis la lingua italiana  ai ragazzi stranieri. Tutto cominciò sei anni fa a Roma nei locali della chiesa di San Saba sull'Aventino messa a nostra disposizione dai Gesuiti con 5 docenti volontari. Oggi solo a Roma siamo più di cento. Grazie a Marco Gatto, giovane e appassionato scrittore, abbiamo aperto numerose sedi in Calabria, Poi sono nate sedi a Padova, Torino, Aversa, Monterotondo. Quest'anno a Roma abbiamo avuto 400 studenti, anche adulti. Si utilizza un manuale scritto da me e mia moglie Anna Luce Lenzi: Italiani anche noi (Il Margine Editore) con molti esercizi e altrettanti disegni... Uno spettacolo meraviglioso sono i ragazzi ripetenti, es...

DANIEL PENNAC: Gli insegnanti devono...

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  Daniel Pennac GLI INSEGNANTI DEVONO AMARE CON CURIOSITA' ANTROPOLOGICA QUELLA TRIBU' DI ALUNNI CHE OGNI MATTINA SI TROVANO DI FRONTE.                                                                           DANIEL PENNAC da Facebook. La tecnica della scuola

MARIA MONTESSORI: AMATE GLI ALUNNI!

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ALBERT CAMUS: NELLA MIA CLASSE NON SI INGOZZAVANO GLI ALUNNI

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Albert Camus   No, la scuola non offriva soltanto un'evasione dalla vita in famiglia. Almeno nella classe del signor Bernard, appagava una sete ancor più essenziale per il ragazzo che per l'adulto, la sete della scoperta.  Certo anche nelle altre classi s'insegnavano molte cose, ma un po' come si ingozzavano le oche. Si presentava un cibo preconfezionato e si invitavano i ragazzi ad inghiottirlo.   Nella classe del signor Bernard, per la prima volta in vita loro, sentivano invece di esistere e di essere oggetto della più alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo.   E anche il maestro non si occupava soltanto di insegnare ciò per cui era pagato, ma li accoglieva con semplicità nella sua vita personale, la viveva con loro, raccontava la propria storia e quella di altri ragazzi che aveva conosciuto, esponeva i propri punti di vista ma non le proprie IDEE…su qualcosa che potesse essere oggetto di una scelta o di una convinzione, pur condannando con ...

GABRIELE CAMELO: STOP AI VOTI TRADIZIONALI A SCUOLA

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  Gabriele Camelo (Foto da la Repubblica Palermo) Stop ai voti tradizionali, ora i compiti a casa corretti dall’insegnante vengono valutati con suggerimenti e giudizi emotivi e coinvolgenti. Un metodo educativo utilizzato dal maestro di scuola elementare, Gabriele Camelo, docente di italiano e inglese all’istituto comprensivo “Rita Borsellino”, a Palermo. “Non faccio nulla di speciale. Ogni insegnante crea un rapporto di fiducia coi propri alunni, a modo suo. Io li motivo con delle frasi, perché senza una motivazione non si fa nulla nella vita”, dice Camelo. Su Repubblica Palermo l’articolo completo di Marta Occhipinti

OGNI FIGLIO VA AIUTATO A SVILUPPARE I PROPRI TALENTI

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  UN FIGLIO ETERO O GAY DEVE AVERE DAI GENITORI E DALLA SOCIETA' LO STESSO AMORE LA STESSA CURA, LA STESSA SOLLECITAZIONE A MANIFESTARE I PROPRI TALENTI. A tutti i genitori che accompagnano i loro figli , nel cammino della vita, con amore, in qualunque condizione si trovino, consiglio questo romanzo ispirato a una storia vera. E' il talento piccolo o grande che, riconosciuto e reso vitale, realizza e rende FELICE ogni NOSTRO FIGLIO O FIGLIA. E' quello che è avvenuto al protagonista di questo romanzo che è diventato uno dei più importanti scrittori del 900 italiano. Sono i genitori e le famiglie che, CON CORAGGIO, devono scendere in piazza per dire con forza che ogni FIGLIO O FIGLIA, IN QUANTO ESSERE UMANO, non va mai discriminato per il proprio orientamento sessuale. Molti amici mi hanno scritto per ringraziarmi dopo aver letto la straordinaria esperienza vissuta dal protagonista del romanzo. "Cara Juliette, se un giorno le tue lettere di questi ultimi dece...

ELENA GRANATA: COSA INSEGNARE AI NOSTRI FIGLI

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Elena Granata Fin da piccoli dovremmo insegnare ai nostri figli che correndo si cade e magari ci si fa male, che si può prendere un brutto voto a scuola e fare meglio la volta successiva, che non sempre le nostre virtù ci vengono riconosciute, che crescendo incontriamo la cattiveria, il sopruso e l'ingiustizia. Che una malattia può essere una compagna di vita, che non ci impedisce di vivere. Fin da piccoli dovremmo imparare a chiamare questi inciampi con una parola semplice e bellissima. E' la vita. Vivendo ci facciamo male, vivendo ci rialziamo, vivendo sbagliamo strada, vivendo diventiamo più umani. Elena Granata da Elena Granata, La ragazza che sognava ad alta voce, il romanzo vero di Elena Schsel, Città Nuova  2020

Roberto Roche: L'obiettivo educativo di ogni docente

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  Roberto Roche E ducare gli alunni delle scuole ad un comportamento prosociale dovrebbe essere l obiettivo educativo di ogni docente. Roberto Roche

DON LORENZO MILANI

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  Don Lorenzo Milani Il 27 maggio del 1923 nasceva don Lorenzo Milani, uno dei personaggi più importanti della cultura italiana, che con l'istituzione della Scuola di Barbiana e con la pubblicazione di "Lettera a una professoressa" ha aperto un dibattito grande sull'Istituzione Scuola che ancora è vivo e produce effetti positivi. I suoi pensieri, folgoranti e incisivi, hanno sconvolto un assetto scolastico che si rifaceva agli schemi di una scuola selettiva a servizio della Monarchia e dei nobili. Egli ha con insisstenza auspicato, nello spirito della Costituzione, "Una scuola per tutti e a misura di ciascuno", che ha contribuito alla riforma della Scuola Media Unica e ad alcune riforme delle superiori. La polemica sulla sua persona e sulla sua metodologia scolastica non si è ancora attenuata, segno evidente della forza intima delle sue parole e della sua visione della società e della Scuola. Ho letto i suoi scritti quando ero studente universitario ...

PAOLO BORSELLINO: COME SI EDUCA

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LA SCUOLA CORRE OGGI SERI PERICOLI...

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  Succede ormai spesso in questo mese e in molte scuole italiane. Ansia di prestazione da parte di docenti che vorrebbero dagli alunni risultati eccezionali soprattutto nelle prove invalsi. Pertanto IN MOLTE SCUOLE dalle elementari alle superiori c'è una spasmodica corsa a verifiche globali del programma svolto nel corso dell'anno. Come se l' obiettivo più importante fosse il ritenere a mente tutto quanto studiato, e non lo sviluppo di quelle capacita intellettive che lo studio delle singole materie avrebbe dovuto sviluppare PROGRESSIVAMENTE, nel rispetto delle diverse intelligenze degli alunni e dei diversi ritmi di apprendimento; la capacita di pensiero analitico e critico innanzitutto. Povera Scuola finita spesso nelle mani di burocrati e inesperti dirigenti e docenti alla mercé di indagini di mercato! Si ritorna in tal modo paurosamente a scuola di classe, come nell' ottocento, allorquando a studiare erano ancora solo i nobili e gli aristocratici, unici deputati ...

MARIAPIA VELADIANO: LA COMPETIZIONE A SCUOLA FA MOLTO MALE

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  Mariapia Veladiano La competizione fa malissimo alla salute della scuola, se è quella che comunemente pensiamo, e cioè l'arte coltivata di voler arrivare primi. Uno su mille ce la fa. Vinca il migliore. Sembra cosa giusta ma non lo è. Competere viene dal latino cum (con, insieme) e pètere (andare verso), ovvero andare insieme verso uno stesso punto. Il contrario della corsa solitaria immaginata dall'enfatizzazione del voto, del premio, dell'eccellenza intesa come una posizione che lascia il mondo ai lati o meglio ancora alle spalle. L'apprendimento è sempre cooperativo e solo una scuola che non rifletta su sé stessa può davvero enfatizzare la competizione e poi nello stesso tempo organizzare corsi di apprendimento cooperativo e peer to peer. Potrebbe essere "solo" una questione etica ma è anche una verità esistenziale, pedagogica e didattica. Andare insieme vuol dire non lasciare indietro, andare più lontano, fare meno fatica o comunque avere  più risorse...

I COMPITI A CASA: SOLO QUANDO......

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  Non sono all'altezza dell'insegnamento quei docenti che assegnano per casa compiti sapendo bene che molti alunni non riusciranno a farli da soli. E il segno del fallimento della scuola che massifica l' insegnamento e non tiene in alcun conto che esistono le intelligenze multiple e che i ragazzi mentalmente sono diversi e non apprendono nello stesso modo. Don Milani quando un argomento era difficile e non comprensibile a tutti si fermava e, aiutato dagli alunni che avevano bene appreso, si metteva accanto agli altri fino a quando era necessario, affinché anche questi comprendessero... Poi si andava avanti. Non prima. Una scuola per tutti e a misura di ciascuno è una vera scuola democratica. Una scuola che non vanifica le normali differenze fra alunno e alunno è la SCUOLA. Una scuola che NON assegna compiti a casa ad alunni che non RIESCONO ancora a svolgerli è UNA SCUOLA ALL'ALTEZZA DEL SUO COMPITO. Pasquale Lubrano Lavadera

I BAMBINI ASSORBONO TUTTO

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  A. Alemagna

Umberto Galimberti: Non tutti possono essere docenti

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Silvia Avallone: La Scuola

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Silvia Avallone   Si fa un gran parlare di merito in relazione allo studio, ma il silenzio sulle condizioni di partenza è assordante. È più facile eccellere crescendo in una casa piena di libri, con genitori benestanti in grado di pagare corsi musicali, sportivi, artistici, e che ti portano al museo, al cinema, in vacanza d’estate. È più facile ottenere ottimi risultati quando si parte in vantaggio, ma è difficilissimo se si proviene da case in cui si piange per racimolare l’affitto, in cui magari volano i piatti e gli schiaffi. La scuola, dal nido all’università, dovrebbe svolgere tra tutte una missione, la più alta: ribaltare il destino e realizzare la giustizia sociale. (...) Ora, vorrei che tutti potessero avere le stesse opportunità. Servono borse di studio e studentati, serve mettere l’istruzione al primo posto perché è la prima via verso un futuro concretamente migliore. E occorre abbattere le mille barriere invisibili tra un quartiere e l’altro, per cui se sei nato in c...

GIANNI RODARI: I bambini sono capacissimi di fatica

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  Gianni Rodari  (1920-1980) ''In realtà i bambini sono capacissimi di fatica, di sforzi continuati, diretti a una meta: basta vederli giocare a pallone fino a quando cadono spossati, sudati e felici, o vivere e lavorare in un campeggio, o progettare una costruzione e realizzarla. Se il progetto è loro, è nato da loro, in loro, la fatica non li spaventa: e a scuola ci tornano anche volontari, dopo le ore di lezione" GIANNI RODARI