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Fondamentale in ogni relazione la pazienza

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Massimiliano Varrese e Valentina Melis Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni  fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti. Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro ed aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività. Se non coltiviamo la pazienza, avremo sempre delle scuse per rispondere con ira, e alla fine diventeremo persone che non sanno convivere, antisociali incapaci di dominare gli impulsi, e la famiglia si trasformerà in un campo di battaglia. Questa pazienza si rafforza quando riconosco che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra  insieme a me, così com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta col suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come ...

Timofej Andrjashenko: Deteminazione e autenticità

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Timofej Andrijashenko e Nicoletta Manni in La dame aux camélias  Timofej Andrijashenko  nato a Riga in Lettonia, dopo aver praticato Karatè. a 9 anni i genitori lo scrivono ad una scuola di danza classica. A quattordici anni entra a far parte del Russian Ballet Colleg di Genova. Oggi lavora alla Scala ed è considerato a soli 22 anni una dei più bravi artisti della danza classica a livello mondiale. A chi gli chiede quale è il segreto del suo successo, non esita a rispondere: "Determinazione, tenacia, pazienza, rispetto per tutti, capacità di smorzare i conflitti ma soprattutto non avere maschere ed essere sempre fedeli a se stessi." Dopo aver danzato alla Scala come protagonista nella Bella Addormentata e in Romeo e Giulietta  in gennaio ha avuto un grande successo  con La dame aux camélias  con Nicoletta Manni.

Luigi Sturzo: Non sarà un uomo a salvare l'Italia

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Luigi Sturzo (1871-1959) Manifesterò sempre con trasparenza il mio pensiero, anche a costo di urtare amici e avversari; non cesserò di cooperare con altri alla soluzione (se soluzione potrà aversi) dei problemi più urgenti e più importanti. Ma nessuno creda che le sorti del nostro paese potranno cambiare da un giorno all’altro; e che ci siano uomini che abbiano tali facoltà da farci superare le attuali crisi a breve scadenza e con prospettive vantaggiose. Non l’uomo ma gli uomini occorrono all’Italia (come occorrono agli altri paesi). Questi uomini siamo tutti noi, ciascuno nel suo piccolo; ciascuno con la sua volontà di lavorare per il bene degli altri; ciascuno rispondendo all’appello della propria coscienza e cooperando con gli altri con attività e sacrificio. Luigi Sturzo Da Igino Giordani-Luigi Sturzo, Un ponte tra due generazioni, (Carteggio 1924-1958) Laterza 1987

Aboliamo il nemico per salvare la politica

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Quante volte abbiamo sentito parlare di superare la categoria del nemico? E da quanto tempo parliamo della crisi di una politica, anzi dello spazio politico, come luogo strutturato in termini di affermazioni e relazione piuttosto che di negazione e contrarietà? Se il politico si avvita  nella sua ennesima spirale autodistruttiva, una spiegazione – e una possibile strada alternativa – va trovata nella tendenza della filosofia occidentale a stabilite l’affermazione di ciò che è per via negativa, tramite procedure che vanno dall’esclusione all’annientamento, e quindi iniettando nel positivo un virus che finisce inevitabilmente per rivoltarglisi contro.  Perché il politico che nasce dalla negazione per affermarsi introietta in sé la logica negativa che lo ha posto in essere… Da Aristotele ad oggi l’affermativo si ricava soltanto per negazione, perdendo così in forza e dinamicità…Per Carl Schmitt la categoria dell’avversario è fondamentale, ma oggi andrebbe superata....

Joe Wright: Ogni uomo combatte una propria battaglia interiore

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il regista Joe Wright Riportiano un pensiero del regista  Joe Wright  di cui il 18 gennaio  uscirà il film  su Churchill: L'ora più buia "Nella mia professione di regista ho scoperto che è fondamentale correre dei rischi, altrimenti non progrediremo mai. Quel che conta per me è il percorso, il viaggio alla scoperta di me stesso che mi mette in contatto con gli altri passeggeri di questo strano pianeta...Ho pure scoperto che so  provare empatia, una cosa non scontata, e che ciascuno combatte una battaglia interiore di cui non siamo a conoscenza. Ecco perché non dobbiamo mai dimenticare di essere gentili. Mi affascina capire il modo in cui le persone si mettono in relazione e, il più delle volte, falliscono nel tentativo di cercare una connessione umana. Il mio compito come artista è di ispirare il pubblico ad aprirsi agli altri, a capire i punti di vista di chi è diverso da noi. Quando succede non c'è soddisfazione maggiore." Joe Wright ...

“Answer”

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                Chiara Lubich con i ragazzi       Many times in our lifetime, we receive like a warning, like a call to serve and love others. And we need to trust and give ourselves totally to a yet unknown project. With our generous and total acceptance we place ourselves at the service of Love to all people and thus we become an example or model of a luminous adhesion.       Therefore, the secret is to answer .       When meditating on these situations, Chiara Lubich wrote: "To realize the designs of Love you only need people who surrender with full humility and with an open availability leaving space for creative activity".       We can also discover the presence of Love in our lives and listen to that "inner voice" that invites us to make history, here and now, a fragment of his design. Our fragility and our insuf...

In attesa del Natale

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Natale: bambini di ogni età e di ogni famiglia del vill aggio globale, uniamoci!  Noi, però, vogliamo unirci davvero , non per conquistare il potere ma per lasciarlo agli altri, non per dominare e possedere il mondo, ma per regalarlo. L’unica cosa che ci preme è un Natale da vivere a modo nostro, che è poi il modo di chi l'ha ideato. Tutti insieme siamo tanti, siamo forti, siamo pronti, non a vincere o morire, ma a perdere tutto ciò che agli altri interessa tanto: soldi, potere, successo. Vi lasciamo tutto, purché ci l asciate le cose sacre e non ne facciate mercato. Abbiamo un leader che non teme confronti. Abita all'ultimo piano, (in cielo) è vero, ma un giorno - il primo giorno della sua vita - ha alloggiato in una stalla. É nato praticamente per strada e ha rischiato la pelle fin dalla prima in­fanzia. Appena nato, è stato subito fuggitivo, profugo, emigrante sulle rive del Nilo. Sua madre, poveretta, ne ha passate di cotte e di crude per difendere quel ...