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Dolors Dinarès: CREIAMO SPAZI DI DIALOGO NELLE NOSTRE CITTA'

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Dolors Dinarès TESTO IN ITALIANO, INGLESE E FRANCESE Per dialogare occorre una conversione che consiste nel gettare uno sguardo amorevole sugli altri.  Dialogare è specchiarsi, non metaforicamente, negli occhi degli altri. Più che di nuove definizioni del dialogo, diventa urgente che ci siano spazi concreti in cui esso possa praticarsi e, ancora di più, nei quali possiamo allenarci. In questo modo saremo capaci non soltanto di cogliere come dialogano gli altri, ma di mettere in pratica le capacità comunicative di ciascuno, in un clima di rispetto reciproco. Soltanto se pratichiamo il dialogo in maniera frequente e sistematica – soprattutto con quelle persone che la pensano molto diversamente da noi – possiamo allenarci per fare della comunicazione uno spazio di crescita ed arricchimento mutuo, e per fare dei conflitti non un problema, ma un opportunità per trasformare la realtà sociale…In tal modo il dialogo non cancella le identità, e costruisce un’identità collettiva…condiz...

EDOUARD GLISSANT: RIVENDICO IL DIRITTO ALL'OPACITA'

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Edouard Glissant (1928-2011)   “Le radici non sprofondano nel buio atavico delle origini, alla ricerca di una pretesa purezza, ma si allargano in superficie come rami di una pianta, a incontrare altre radici e a stringerle come mani.” “Ogni realtà è un arcipelago; vivere e scrivere significa errare da un isola all’altra, ognuna delle quali diventa un po’ la nostra patria. Ogni identità esiste nella relazione, è solo nel rapporto con l’altro che cresco, senza snaturarmi. Ogni storia rinvia a un’altra e sfocia in un’altra.” “Rivendico il diritto all’opacità, ossia a non essere compreso totalmente e non comprendere totalmente l’altro. Ogni esistenza ha un fondo complesso ed oscuro che non può e non deve essere attraversato dai raggi X di una pretesa conoscenza totale. Bisogna vivere con l’altro e amarlo, accettando di non poterlo capire a fondo e di poter essere capiti a fondo da lui”. Eduard Glissant Scrittore da Claudio Magris, Scoprire le radici per aprirsi al mondo, Corriere della...

Raffaella Bellucci Sessa: LA PERSONA AL CENTRO DELLE RELAZIONI

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Raffaella Bellucci Sessa Umanesimo per me vuol dire mettere la persona al centro della relazione...Noi spesso consumiamo  le relazioni nella distrazione facendo mille cose tutte contemporaneamente. Per me umanesimo vuol dire  mettere l'altro, la persona, al centro. Raffaella Bellucci Sessa   Un apertura a 360°  dagli atti del  Convegno Umanesimo Dialogo fraternita eredità di C. Lubich. Castelgandolfo 1-3 aprile 2011

Silvano Lancerotto: Il dubbio come ricerca continua

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Silvano Lancerotti testo in italiano e francese Nella ricerca del dialogo tra persone di diverse culture e di diversa collocazione ideale, ho faticato molto ad enucleare un concetto, una parola, magari, che evidenziasse con sufficiente chiarezza l'approccio degli altri con me e viceversa. Parrà strano ma sono arrivato solo di recente a formularla e potrà apparire, nell'immediato, deludente. La parola chiave è "dubbio". Il dubbio non come incertezza del pensiero e dell'umano agire, ma come forza viva, come momento di ricerca continua e mai soddisfatta. Sia lode, quindi, al dubbio, come diceva in una poesia Bertold Brecht: è dal dubbio che è nata la mia disponibilità al dialogo, quando invece per lungo tempo era stata la certezza ideologica il cemento di ogni mio comportamento. Io però non chiedo agli altri di dubitare, chiedo che il dubbio sia visto come valore reale e venga accettato chi dubita. SILVANO LANCEROTTO in francese Dans la recherche du dialogue entre pe...

Pasquale Lubrano lavadera: NON C'E' TEMPO CHE SI PERDE

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  La nostra vita è come una serie di anelli che si saldano a poco a poco, legando così passato, presente e futuro: la realtà esiste solo nel presente, ma il passato lo ha preparato. Ritorno indietro allora per afferrare la radice del presente e non per nostalgia del tempo perduto, anche perché non c'è tempo che si perde, ma solo una realtà che si costruisce, e ogni particolare di ieri diventa quel mattone che ha contribuito a realizzare la mia esperienza di oggi. Pasquale Lubrano Lavadera [Pasquale Lubrano Lavadera, Cerco un paese innocente- Il sogno di Giovanni Parolin, Città Nuova 2011]

EDITH BRUCK: NESSUN SENTIMENTO DI VENDETTA

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Edith Bruck Non ho sentimenti di rivalsa o di vendetta. Io abbraccerei il mondo, ogni essere umano va rispettato e accettato per quello che è. Non dico tollerato perché detesto questa parola. Se uno crede davvero, non può dire che Dio ha preferito questo o quello. Credere è qualcosa di molto serio e di interiore, non mi piace mischiare Dio in nessun misfatto dell'uomo, eppure abbiamo visto che nel nome di Dio si uccidono milioni di persone. EDITH BRUCK [Da Roberto Zichitella, "La guerra ci fa regredire, a colloquio con la scrittrice Edith Brick", Famiglia cristiana 24 aprile 2022]

ENRICO GALIANO: UNA SCUOLA PER TUTTI

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