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Irina Bokovo: "Contrastare la propaganda dell'odio"

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  Irina Bokova Riportiamo qui di seguito, sia  nella traduzione italiana che nella versione originale in inglese, la parte centrale del discorso di Irina Bokova, già Direttore Generale dell'UNESCO, in occasione dell'apertura del Forum globale per la gioventù, pace e sicurezza  tenuto ad Amman, il 21 agosto 2015: Il 23 aprile scorso, Sua Altezza Reale ha tenuto un discorso innovativo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in un dibattito organizzato dalla Giordania.  Sono pienamente d’accordo con le sue parole: “Siamo in una gara per investire nei cuori e nelle menti e le capacità dei giovani.” Sì. Questa è una gara. Una gara per educare, coinvolgere, nutrire, includere tutti i giovani uomini e donne. 1,5 miliardi di persone vivono in paesi colpiti da conflitti o fragili - il 40 per cento sono giovani. Solo il 20 per cento dei rifugiati in età di scuola secondaria sono a scuola. Oltre la metà dei bambini che non vanno a scuola oggi vivono in pa...

LUCIA FRONZA CREPAZ: LA DONNA PERFETTA

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  Lucia Fronza Crepaz   Mia madre Lidia era la rappresentante sindacale del Nord Italia per le lavoratrici della sua categoria: combattiva, preparata… ma quando negli anni ‘50 si sposò, come si usava allora, lasciò il suo lavoro sforzandosi di trovare in altri impegni di volontariato il modo di mettere a frutto la sua incomprimibile passione civile. Fu quell’esperienza a darle un’energia particolare nell’insegnare a Maria Teresa e a me, le sue due figlie, che essere donna voleva dire avere in sé la capacità di non lasciarsi mai intrappolare dalle circostanze. Poi, cresciuta, mi ritrovai ad agire dentro due realtà sociali molto diverse, ma che continuarono a loro modo quello stesso insegnamento: un collettivo femminista e l’esperienza con le Gen, seconda generazione del Movimento dei Focolari. Per ragioni diverse questi due gruppi erano molto chiusi alla presenza maschile, che veniva ritenuta non indispensabile, se non distrattiva rispetto ai propri percorsi. Nel primo gruppo, ...

Julien Green: La tranquillità

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Julien Gree (1900-1998) “Finché si è inquieti, si può stare tranquilli”. Julien Green dal Diario di Julien Green

Adrien Candiard: L'umanità esiste soltanto plurale

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una scena del Monologo teatrale  "Pierre e Mohamed" interpretato da Lorenzo Bassotto Non sono un politico. Sono nato in Algeria, ho seguito l’evoluzione di questo paese condividendo l’esistenza di milioni di algerini che oggi si trovano sprofondati nella crisi che tutti conosciamo. E ho l’impressione di rivivere dolorosamente ciò che ho vissuto in altri tempi.   Ho trascorso infatti la mia infanzia nella «bolla coloniale» . Non che tra i due mondi le relazioni mancassero, anzi. Ma nel mio ambiente sociale io sono vissuto in una bolla, ignorando l’altro, incontrandolo unicamente come elemento del paesaggio, dello scenario che avevamo creato nella nostra esistenza collettiva.   Forse è proprio perché ignoravo l’altro o ne negavo l’esistenza che, un giorno, me lo sono trovato addosso.  Ha fatto esplodere il mio universo chiuso, che si è disintegrato nella violenza – e come avrebbe potuto essere altrimenti? Ha affermato la sua esistenza.   L’emergere dell’altro, il ...

SHEL SILVERSTEIN: L'albero generoso

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Shel Silverstein, L'albero, Salani Editore C'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni. Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta.  Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino. Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna. Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore.  E l'albero era felice. Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti,  gioca alla mia ombra e sii felice". "Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli a...

CLAUDIO MAGRIS: Utopia e Disincanto

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Claudio Magris Mutuando una espressione cara allo scrittore Claudio Magris, noi pensiamo che il nostro è un  cammino fra "l'Utopia ed il Disincanto", in quanto crediamo sia alla concreta possibilità di un'emancipazione della persona, sia alla realizzazione di un progetto comune. Allo stesso tempo, siamo consapevoli delle difficoltà che incontriamo in questo cammino, un percorso non sempre facile a cui spesso sembra di tornare al punto di partenza, difficoltà che affrontiamo, comunque, con spirito critico e costruttivo. Così facendo, pensiamo di poter contribuire, donando il  nostro piccolo tassello, al mosaico della grande esperienza del Dialogo. Arduino Damieto  da Atti del Convegno "In dialogo per la solidarietà" Castelgandolfo 1999- Città Nuova

ADA LUZ MARQUEZ: NON SO SE AVRO' ALTRE VITE

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Ada Luz Màrquez   Non so se vivrò altre vite non so se sono morta di altre morti. So che in questa vita sono morta più volte e sono rinata altrettante. Non mi aggrappo a niente non ho nessuna certezza non possiedo nessuna verità, tranne che l’amore e l’unica cosa reale è che un giorno morirò. E quel vivere in questo mondo meraviglioso nuda di tutto tranne che di amore, quel camminare scalza senza perdere l’anima in strada, senza sapere se questo sarà il mio ultimo passo o forse il primo da un’altra parte. Questa benedetta incertezza di sapermi viva qui e ora è il più grande dei tesori, la più grande delle libertà. Ada Luz Márquez