UNO SGUARDO CHE CURA
Quotidianamente osserviamo intorno a noi tante sofferenze che possono farci sentire impotenti, se non si aprono squarci di umanità. A volte, però, la risposta viaggia su WhatsApp, come è accaduto a una piccola comunità cittadina dell’Italia che vuole vivere l’unità: “...nell’ospedale dove lavoro c’è un giovane, straniero, che è completamente solo e sta morendo. Forse qualcuno potrebbe passare qualche minuto con lui, per dare un po’ di dignità a questa situazione?” È una scossa: le risposte si susseguono rapide. Il messaggio di chi è stato presente nelle ultime ore dice: “Al suo capezzale abbiamo visto subito che l’assistenza è puntuale, attenta e amorevole e che quindi non avevamo nulla da fare di concreto se non stare lì. Né lui, ormai in coma, poteva giovare della nostra presenza”. Inutile? In quelle poche ore una piccola comunità, dentro e fuori dall’Ospedale, ha accompagnato e dato senso. Chissà se una mamma lo potrà piangere nel suo Paese. Sicura...