Post

Mariapia Veladiano: Che errore quei soldi agli studenti

Immagine
Mariapia Veladiano Quando si parla di scuola bisogna applicare mille prudenze perché ogni scuola è un mondo e solo chi proprio là vive e lavora può conoscere che cosa aiuta i ragazzi ad appassionarsi alla cultura, a vincere un’indolenza, magari ambientale, che potrebbe far pensare che, proprio no, studiare non vale la pena. Detto questo, l’idea di ricompensare la media dei voti con un premio in denaro è infelice. E’ un’idea non nuova e sbagliata…La misura del merito non è il voto. Già il voto in sé  ha mille pesi diversi da una scuola all’altra, da una sezione all’altra…Il merito è meravigliosamente altro…Santificare il voto vuol dire sposare la logica (aziendalistica) del risultato: o c’è o non c’è, in mezzo il nulla. Si può dire naturalmente che così va il mondo, che “fuori” nella realtà del lavoro sarà poi così. Ma è sbagliato, non crea né giustizia, né felicità e non piace a nessuno e, appunto, nella scuola bisogna mostrare che abbiamo valore al di là del risultato e che ...

Ermanno Olmi: Penso che sull'economia ci abbiano mentito

Immagine
Ermanno Olmi e sua moglie Loredana Detto Oggi, mi pare che le sorti del mondo dipendano solo dal denaro. L’economia degli Stati e quelle familiari non ce la fanno più a tenere dietro ai nostri sperperi. Jacques Delors ha dichiarato: “Apriamo gli occhi. L’Europa e l’euro sono sull’orlo di un precipizio”. Ma come, apriamo gli occhi? Fino a ieri ci dicevano che per diventare ricchi bisognava consumare . E noi ci abbiamo creduto: una vera e propria “dittatura della stupidità”. E allora giù, a spendere e spandere fino al piacere assurdo del superfluo. Tanto a pagare - col mutuo - c’è sempre tempo. Ma adesso quel tempo è arrivato e non sappiamo più come fare a saldare il cumulo assurdo del nostro debito. Dove trovare tanto denaro? Per non precipitare nel baratro del fallimento, ecco che per “salvarci” si parla di far ripartire di nuovo i consumi. Ma come, non ci hanno forse appena detto che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità? Che abbiamo straconsuma...

Insegnare: che cosa e a chi?

Immagine
Paola Mastrocola Quando leggiamo a chi ci è vicino quel che ci piace o ci emoziona, noi stiamo insegnando. E ne siamo felicemente consapevoli. Non abbiamo fatto nessun corso di didattica e non sappiamo affatto che quel che stiamo facendo è insegnare, lo facciamo e basta, perché ci sembra naturale farlo, e l'unico impulso che seguiamo è il profondo desiderio che l'altro partecipi alla nostra gioia interiore, che la condivida. Insegnare è entrare in classe e dire: sentite che bello questo brano. Se poi quel brano non l'abbiamo trovato ieri per caso solo noi, e non piace solo a noi, ma è un brano famoso, noto a tutti, che viene da un tempo passato e che anche le generazioni passate hanno amato e, per questo amore, tramandato...allora ancora meglio, siamo doppiamente felici: perché condividiamo qualcosa che è già stato prima di noi, condiviso e dunque appartiene a tutti. In questo caso condividerlo vuol dire percepire il tempo che scorre e capire di far parte di un mo...

Il rischio

Immagine
" Pensa che si muore e che prima di morire tutti hanno diritto  a un attimo di bene. Ascolta con clemenza. Guarda con ammirazione le volpi, le poiane, il vento, il grano. Impara a chinarti su un mendicante,  coltiva il tuo rigore e lotta  fino a rimanere senza fiato.  Non limitarti a galleggiare,  scendi verso il fondo  anche a rischio di annegare.  Sorridi di questa umanita' che si aggroviglia su sé stessa . Cedi la strada agli alberi. " Franco Arminio 

Convinzioni dverse in famiglia

Immagine
Qual'é la forza stabilizzante nella nostra famiglia in cui abbiamo fede e convinzioni diverse? Detto semplicemente: l'amore e la tolleranza, perché penso che esse siano alla base di ogni rapporto. Noi, fin dall'inizio ci volevamo molto bene e sapevamo di voler creare una famiglia. Mia moglie è credente, invece io sono - usando le parole della Scrittura - "Tommaso l'incredulo". La tolleranza è molto importante perché ci sia armonia tra noi. Sono molto contento che mia moglie  non mi costringa a qualcosa che io non sento. Da parte mia, rispetto la sua fede...Viviamo in un quartiere che si chiama Petrzalka, e attorno a noi abbiamo molte famiglie numerose. Anche a noi, due anni fa, è nata la quinta creatura. Dorotka è nata con la sindrome di Down. Ed è proprio lei la nostra grande chance per aprirci al mondo. Mia moglie è sostenuta da Dio - io no. Ma ho quell'amore che mi aiuta a superare i momenti difficili della vita. Lubos Vlcek da Lubos ...

Jordi Illa: SPAZI CONCRETI PER IL DIALOGO

Immagine
Jordi Illa Più che nuove definizioni di dialogo, occorrono spazi concreti in cui esso possa praticarsi, ed ancora di più, nei quali possiamo allenarci. In questo modo saremo capaci, non soltanto di comprendere come parlano gli altri, ma di mettere in pratica le capacità comunicative di ciascuno in un clima di reciproco rispetto. Soltanto se pratichiamo il dialogo in maniera frequente e sistematica - soprattutto con quelle persone che la pensano molto diversamente da noi - possiamo allenarci per fare della comunicazione uno spazio di crescita e arricchimento mutuo e per fare dei conflitti non un problema, ma un'opportunità per trasformare la realtà sociale. Jordi Illa da Jordi Illa, Allenarsi per il dialogo, Atti del Comvergno "Dialogo su coscienza e povertà" Castelgandolfo 25-27 maggio 2007

Il dialogo non è proselitismo

Immagine
Chiara Lubich (1920-2008) Il dialogo è un arricchimento reciproco, è un volersi bene, è un sentirsi già fratelli, è un creare già la fraternità universale…Il dialogo è vero se è animato dall’amore vero. Ora l’amore è vero se è disinteressato, se no non è amore, è egoismo. Se ci fosse un interesse nell’amare, esso sarebbe un dialogo costruito senza amore, quindi non sarebbe un dialogo, sarebbe un'altra cosa: proselitismo. Proselitismo deve stare fuori dalla nostra porta, non può esserci altrimenti non c’è il dialogo. Chiara Lubich da Atti del Convegno "Dialogo su coscienza e poverta" Castelgandolfo 25-27 maggio 2007