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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

L'ESPERIENZA DI SENTIRSI STRANIERO

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  Essere straniero non è soltanto una condizione giuridica o geografica. È anche un’esperienza umana che quasi tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo vissuto almeno una volta.   Ci sentiamo estranei ogni volta che entriamo in un contesto di cui non conosciamo i codici: un nuovo Paese, un posto di lavoro inedito, una scuola, una casa di riposo, un gruppo sociale o persino una famiglia che non è la nostra.  Ci si può sentire stranieri anche quando le nuove generazioni usano linguaggi e riferimenti per noi incomprensibili, o quando scopriamo che la società a cui pensavamo di appartenere è cambiata in una direzione che non riconosciamo più.  Ognuno di noi sa cosa significhi sentirsi fuori posto: un'esperienza comune che può aiutarci a metterci nei panni dell’altro.   La storia dell’umanità è, da sempre, una storia di incontri tra culture. Se da un lato le migrazioni hanno generato conflitti e difficoltà, dall'altro hanno favorito scambi, arricchi...

VITO MANCUSO: OLTRE LA FORESTA DELLE FEDI

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  Vito Mancuso Io non sono ateo, non lo sono mai stato e spero di non diventarlo perché il patrimonio ideale della fede in Dio, insieme all’amore della mia famiglia, è quanto più mi sostiene nel cammino dell’esistenza. Però ho imparato dal mio maestro spirituale, il cardinale Carlo Maria Martini, che esiste una dimensione importante, vorrei dire un “magistero”, dell’ateismo, per rispetto del quale Martini fondò a Milano l’iniziativa detta “Cattedra dei non credenti”. Egli diceva che dentro di lui esistevano un credente e non credente che ogni giorno lottavano tra loro alla ricerca della verità. Mi piace poi ricordare anche questa poesia di padre Turoldo: “Fratello ateo nobilmente pensoso”. Il testo dice così: “Fratello ateo, nobilmente pensoso, alla ricerca di un Dio che non so darti, attraversiamo insieme il deserto. Di deserto in deserto andiamo oltre la foresta delle fedi, liberi e nudi verso il nudo essere, e là, dove la parola muore, abbia fine il nostro cammino”. Ecco, io pen...

LA REGOLA DI PLATINO

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  C oncetta Barra, un'attrice che in tutta la sua vita ha voluto rendere gioiosa la vita degli altri con la sua arte proprio vivendo la Regola d'Oro La chiamano «la Regola di Platino». Tutti conoscono la grandezza della Regola d’Oro (“fai all’al tro quello che vorresti fosse fatto a te”) e proprio da questa nasce quella che può esserne una  evoluzione persino più universale: “sforzati di capire che cosa l’altro vorrebbe che fosse fatto  a lui: e di conseguenza agisci”. Forse proprio qui possiamo riconoscere una delle forme più autentiche dell’amore: incontrarci  da pari a pari, ciascuno con le proprie forze e le proprie fragilità, in un rapporto di reciprocità  e di rispetto, riconoscendo il valore e la dignità di ogni vita anche nei contesti più difficili. Si  tratta di guardare con attenzione chi ci sta accanto, senza ignorarlo. “Il vero amore del prossimo – afferma Chiara Lubich – non opera alcun male”, Infatti, se  amiamo, evitiamo ogni forma di ma...