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Nostalgia dell'infinito

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Il ritorno di Ulisse su Rai 1 con Alessio Boni La nostalgia è un sentimento decisivo per gli interrogativi morali, filosofici e spirituali dell’essere  umano. Etimologicamente significa "dolore del ritorno", in senso a volte indeterminato, perché non è tanto rivolto a un passato fatto di luoghi, persone o eventi concreti, quanto a un'emozione profonda  che ci fa anelare a un qualcosa di bello, giusto e universale, come se, in fondo, sapessimo di farne  parte o di esserne chiamati. Il tema dell’esilio attraversa la storia del pensiero umano: il viaggio di Ulisse(cantato nell'Odissea di  Omero) è un viaggio che richiama all’infinito perché sempre incompiuto ma che comporta una esperienza di saggezza. (...) “Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni (...) E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso gi...

E' tempo di abbandonare la retorica della guerra

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Lamartine (1790-1869)   I nostri libri scolastici nel  dividere la Storia dalla Preistoria, ossia dell’epoca degli uomini primitivi e selvaggi,  ci inducono a pensare che dopo  quel periodo selvaggio duro e violento, sia  cominciata l’epoca delle civiltà, l’epoca del progresso e che di conseguenza l’uomo primitivo sia del tutto scomparso e con esso la Preistoria, e che nessun paragone debba farsi, oggi, tra le guerre degli uomini preistorici e quelle venute dopo. Ho molti dubbi a riguardo!  Seppure ammantati di modernità, di progresso e di civiltà,  le guerre sia del passato che quelle in atto in questo terzo millennio, sono  la diretta  continuazione delle violenze preistoriche, che si avvalgono, si, dei ritrovati delle scienze tecnologiche,  ma che nella sostanza,  nel nucleo fondamentale, restano  identiche a quelle che gli uomini selvaggi della preistoria esercitavano. Lo scritto...

Alessio Boni: Accogliere i migranti è importante

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Alessio Boni Mi sono arricchito ogni volta che sono andato e continuo ad andare in Africa...Quei 15 gorni all'anno che passo con queste persone sfortunate per me sono un dono...Spesso si giudica il migrante perché si pensa che porti via il lavoro. E' vero che bisogna regolamentare, ma l'integrazione è la cosa più importante. Può dare un vantaggio economico a loro e a noi. Lo sforzo di queste persone per venire qua è enorme, si mettono insieme dei villaggi per mandare il migliore perché possa aiutare il villaggio.... Certo che se non lo integri e lo fai lavorare in nero...Io da giovane ho fatto di tutto per mantenermi all'accademia. Sia in Italia, sia in America ho fatto il cameriere, il pony express, il baby sitter. Non ho mai avuto paura del lavoro fatto con dignità. Alessio Boni

GUARDARSI SENZA GIUDIZI

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il giudizio rovina il nostro rapporto con gli altri Sembra evidente che siamo fatti per la relazione. Infatti tutta la nostra vita è intrecciata di rapporti. Ma a volte rischiamo di rovinarli con giudizi duri o superficiali.   Lungo la storia troviamo molteplici immagini che fanno anche parte del linguaggio comune. Così, nella tradizione antica troviamo un’espressione molto conosciuta che dice: “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”1; altrettanto proverbiale è l’immagine delle due bisacce: una davanti agli occhi, con i difetti degli altri, che vediamo facilmente e l’altra sulla schiena, con i nostri difetti, che quindi facciamo fatica a riconoscere2 o, come dice un proverbio cinese, “l'uomo è cieco ai propri difetti, ma ha occhi d'aquila per quelli degli altri”.  Questo non significa accettare quanto accade, indiscriminatamente. Di fronte all’ingiustizia, alla violenza o alla sopraffazione no...

LUCIANA SCALACCI: LAVORIAMO INSIEME SUI VALORI CONDIVISI

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  Luciana Scalacci  saluta Chiara Lubich Luciana Scalacci, toscana, membro  della “Commissione internazionale del dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari, ha rappresentato per tanti una testimonianza viva  di impegno concreto e fattivo in questo dialogo, che lei ha condiviso con suo marito Nicola Cirocco. Di convinzioni non religiose, Luciana  ha sempre sentito il "vivere il  dialogo" come un aspetto fondamentale in una società  in cui è ancora molto presente la contrapposizione, e dove le diversità anziché una ricchezza diventano motivo di scontro e di conflitto. Ha lavorato per 42 anni  sia in ambito privato che in ambito pubblico. Sempre  contenta del proprio lavoro e della sua famiglia, una figlia con due nipoti, è stata molto impegnata in attività culturali e di promozione sociale. Ieri l'altro ci ha lasciati dopo una lunga malattia, Vogliamo ricordarla  ...

Albert Camus: Amare l'intera umanità

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Albert Camus (1013-1960) Ci si chiede di amare o detestare questo o quel paese, questo o quel  popolo. Ma siamo in tanti ad avvertire anche troppo bene le nostre somiglianze con l’umanità intera per accettare una scelta del genere. Albert Camus

CHIARA LUBICH IN DIALOGO COL MONDO

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Chiara Lubich in India Chiara Lubich, nasce a Trento il 22 gennaio 1920 e muore a Rocca di Papa il 14 marzo 2008. Maestra, scrittrice, fondatrice del Movimento dei Focolari, da sempre ha sentito la spinta al dialogo con tutti gli uomini e le donne del pianeta per concorrere a realizzare la fraternità universale. La sua proposta di un mondo unito e in pace è risuonata nei parlamenti di varie nazioni, nelle Università, a Strasburgo e all'ONU. In particolare, ha sentito che doveva portare avanti il dialogo con le persone senza riferimenti religiosi, tanto da creare un centro per tale dialogo. Molte le esperienze vissute in tante nazioni, i convegni e tantissimi i rapporti con uomini e donne di convinzione laica collaboratori attivi del Movimento da lei fondato. Un dialogo fraterno, nel rispetto reciproco delle proprie convinzioni senza ombra di proselitismo: un dialogo ben radicato nell'esperienza di ogni giorno, ossia un lavorare insieme nell'amore, su valori condivis...