mercoledì 26 giugno 2013

Non voler trascinare l'interlocutore alle proprie idee

Un momento di dialogo in un convegno del Centro Mariapoli  a Castelgandolfo
 
Penso che il dialogo sia una scelta di vita che racchiude la capacità di aprirsi all'altro, non uno scambio intellettuale di principi limitato a pochi e quindi selettivo.
Pongo l'accento su l'altro, perché proprio con chi è diverso da noi il dialogo è più impegnativo e vero.
Spesso l'incapacità di far propria l'esperienza altrui, la mancanza di scoprire  nell'altro il meglio, genera dibattiti interminabili ed inutili che portano all'incomprensione e ad un inevitabile scontro, senza ascolto, ma con la preoccupazione di controbattere con l'intento di prevaricare o convertire.
Dialogare significa invece mettersi in discussione, essere "disarmati" per valorizzare e non per trascinare  l'interlocutore alle proprie idee.

Piero Nuzzo

da Piero Nuzzo, Agire per gli altri, atti del Convegno "Le ragioni della convivenza, la convivenza delle ragioni",  Castelgandolfo 1-3 giugno 2001
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